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03 Febbraio 2010 Invito-programma per il 21 marzo p.v.
Come già preannunciato agli utenti del Blog di Kremmerz.it, partecipiamo a tutti l'invito-programma dell'evento celebrativo del 21 marzo p.v.
| Commenti (45)
Amici del blog ciao. Qualche tempo fà Speranza in un suo post ci ricordava che senza quella medicina, verso la quale a volte si nutre acredine, qualcuno ora nemmeno scriverebbe su questo blog. Nemmeno io probabilmente, non ho dimenticato il giorno in cui una ambulanza mi ha portato al pronto soccorso con le ossa rotte, e non ho difficoltà a dire che la madicina allopatica con tutto il suo arnamentario terapeutico ha rimesso assieme i "pezzi" bene, tuttavia quando è stata l'ora di ritonare a camminare per fortuna c'era anche dell'altro. Definiamo cosa significa guarire, io penso che sia qualcosa di più di soppravvivere alla malattia o all'incidente, credo che tutti pensiamo che sia ritornare come prima dell'evento o siccome oggettivamente questo non è sempre possibile almeno al meglio. Ricordo perciò di essermi scontrato con una certa arroganza della medicina ufficiale ma poichè pagando di tasca propria per fortuna è ancora possibile ricorrere a delle alternative ho provveduto in merito. E probabile che per reattività a queste arroganze poi nascano degli atteggiamenti estremisti, in fondo chi si sente minacciato dal usufruire di possibilità terapeutiche che ha sperimentato o intuito come valide si "arrabbia". Comunque oltre tutte queste considerazioni che nascono da imprinting del vissuto individuale devo dire che Mag e Catulla mi riportano a quelli che sono "i fondamentali" della terapeutica, sempre bello questo blog! ciao
La lingua inglese è ormai passata nell’immaginario comune come quella del PC e del commercio, quella degli States e dell’imperialismo ma ci sono altri aspetti che mi hanno sempre affascinato. Ecco, ad esempio, la parola CREDERE in inglese è etimologicamente formata da due idee unite: quelle dell’ESSERE e del VIVERE fuse insieme. E ritengo che la differenza tra il ‘credere’ nel senso di pensare e credere nel senso di viverci dentro sia profonda e soprattutto faccia la differenza tra realizzazione e non-realizzazione.
Quando crediamo a una cosa tutto il nostro essere trasuda quella convinzione: ci muoviamo per quello o aspettiamo per quello, ci battiamo per quello o preghiamo per quello; leghiamo i nostri gesti e il nostro dire e anche il progettare a ciò in cui crediamo, di là da ciò che supponiamo di comunicare o ci illudiamo di trasmettere. Ed è il nostro vero credere che interagisce coi bambini e viene colto dagli animali compreso l’animale che è negli uomini e le donne che incontriamo.
L’arte di credere è quella del gatto con gli stivali che conquista al suo padrone il titolo e i castelli fino a dargli la regalità ed è quella del suo padrone che accetta di seguire un gatto che ha gli stivali. Ricorda un poco l’uccellino citato dal Kremmerz, Maestro che parlava al Maestro dentro ognuno di noi: volontà senza desiderio, non pensare al passato che non torna più e… la pratica della tecnica per non sbagliare.
Se noi crediamo a una cosa, e non ci opponiamo e non facciamo resistenza QUELLA COSA SI AVVERA PER NOI.
Qualunque essa sia.
Buongiorno blog,
....per tranquillizzare sciarparossa, riporto le parole del Kremmerz: " Allopatici, omiopatici, isopatici, e tutti i singoli scopritori di metodi nuovi e di medicine portentose, in terapeutica si equivalgono. Arrivano dove un elemento misterioso lo permette, si arrestano dove lo stesso elemento- padrone della vita e della morte- si arresta. Tutti gl'ingredienti che la natura ci offre, sono messi in moto per arricchire la farmaceutica e colpire l'immaginazione del paziente. Minerali, metalli, vegetali, veleni, prodotti organici, bagni di luce, acque di ogni specie, elettricità, vegetarianismo, sieri, tutto l'umanità prova. Quando tutto è insufficiente, il condannato dalla scienza ricorre- ultima speranza- alla fede in un aiuto divino o se ne muore. .....Stando così le cose, oggi come ieri, sorge un antico aforisma ermetico che è stato tutto un rompicapo degli alchimisti del secolo XVII: la vita comanda alla vita, tutte le scuole di terapia sono buone o false, secondo che il medico che adopera un rimedio qualsiasi, dall'olio di oliva allo stramonio, dal sale di cucina alla stricnina, abbia o no il potere, la virtù, la forza di infondere al medicamento la vitalità che compensa le energie disperse nel corpo infermo; in altri termini il medico che compie il miracolo, dà parte del suo principio vitale all'infermo che ne manca.
Così il principio terapeutico ermetico è lo stesso principio vitale, la cui deficienza determina lo stato morboso."
Buona sera amici, la notizia riportata da Segezia mi preoccupa, come si intende "regolare" le cure omeopatiche per il momento non si sà, anche il dott.Genovesi parla nel suo video di abusi nel mercato di prodotti omeopatici e fitoterapici tuttavia preferisco un mercato selvaggio a certi controlli, non vorrei mai travarmi a litigare con il medico di base per farmi prescrivere preparati che ogni tanto uso e con grande beneficio, ciao
Buonasera a tutti! A proposito di quanto affermato da Sannitica: “noi vediamo solo ciò che riteniamo possibile, o meglio, ciò che ci siamo abituati a ritenere possibile” vorrei evidenziare come “La Stampa” di oggi riportasse un articolo in cui si diceva che l’ospedale San Luigi (famoso a Torino) prenderà in considerazione un periodo di studi sulla sperimentazione della medicina alternativa (omeopatia, agopuntura, ecc.) “anche perché questa sia ‘regolata’ e non fuori dal controllo medico… e perché - guarda caso!!! - sembra che funzioni e perché… fa girare in Italia un mercato da 9 milioni di euro”.
Ahhhhh!!!!
Ecco dunque PERCHÉ la medicina ufficiale ha deciso che se ne occuperà…
Buongiorno al blog in un ennesimo giorno “innaffiato”. Il “cum grano salis” non potrebbe mai portare ad una grigia visione della realtà, intristita dal dubbio. Quella semmai è la diffidenza patologica degli ipocondriaci, degli indecisi e dei demolitori. Anche il “dubbio” quando è positivo, costruttivo e non demolitore per partito preso è efficace. Ad esempio saper formulare domande appropriate e centrate è più importante che mostrare di conoscere le risposte. Chi non si interroga non arriva neanche a soggettivizzare una esperienza. Quindi bello l’entusiasmo, ma per me, vale anche “in medio stat virtus” e “est modus in rebus”. Ciò nonostante anch’io auspico che attraverso le nuove scienze e, in particolare, attraverso la fisica quantistica applicata alla medicina, si arrivi ad una pagina nuova per l’umanità, e a trovare “gli stati speciali di rapporto tra il pensiero umano e la materia”, quelli di cui all’epoca il Mastro Kremmerz diceva che “ le risultanze di questi studi sono ancora modeste di fronte al grandioso intreccio di poteri dormienti nel nostro organismo”. Il fatto che i topolini in questione non sapessero certo né delle fotografie, né di essere soggetti di una sperimentazione la dice lunga su quanto sia centrale il pensiero dell’essere umano in rapporto alla materia nelle vicende della sua stessa vita e circa il suo senso di responsabilità, come dice sciarparossa. Cioè se noi non crediamo ad una cosa, e ci opponiamo, facendo resistenza, quella cosa non si avvera per noi. Qualcuno ha detto che noi vediamo solo ciò che riteniamo possibile, o meglio, ciò che ci siamo abituati a ritenere possibile. Perché, ad esempio, la mamma dice al suo bimbo che è caduto per terra: “Non è niente?”, perché il bimbo che ha piena fiducia in lei, le crederà e smetterà di piangere. Credere profondamente possibile che si guarisca significa mettersi nelle giuste condizioni in cui le cure avranno efficacia. Ma a questo proposito credo ci sia una differenza, ad esempio, tra alcune credenze un po’ “correntone” in cui si cerca di convincersi che una qualunque cosa funzionerà, magari ripetendoselo a pappagallo svariate volte e un sistema, invece, più scientifico che partendo dalla reale conoscenza dell’organismo occulto dell’essere umano, ne fa prendere coscienza mano a mano. Il “cum grano salis” serve in questo caso, dato per buono il principio generale, a riconoscere la metodologia più scientifica e sicura e, a non perdere il proprio tempo, se tutto va bene.
Cari amici buonasera, ho trovato il tempo di guardare i video proposti. Per prima cosa vorrei ricordare agli amici che molti mesi fà su questo bolg era stato proposto un dibattito sulle nuove frontiere della meccanica quantistica e non nè era uscito molto, vedo che ora il seme sparso è germogliato. Il video proposto pur essendo di stile new age contiene spunti interessanti, ed è presentato da persone entusiaste. Mi piacciono gli entusiasti perchè sono contagiosi il necessario "cum grano salis" non deve essere neanche un filtro grigio che tutto intristisce nel dubbio. Vorrei riportare alcune affermazioni che ho trovato geniali "la meccanica quantistica è la fisica delle possibilità" Un anno fà quando mi sono sentito in un vicolo cieco per eventi da me avvertiti come contingenti mi sono rivolto alla Fratellanza proprio perchè ero convinto che non esistono vicoli ciechi c'è sempre un'altra possibilità basta cambiare prospettiva mi occorreva solo una piccola "spinta" Leggo poi "il vero trucco della vita non è stare dalla parte della conoscenza ma dalla parte del mistero" e poi poco più avanti ma le affermazioni sono interconnesse "il materialismo moderno ha spogliato la gente della necessità di sentirsi responsabili.... credo però che se prendi la fisica quantistica con serietà poni la responsabilità del destino nelle tue mani" Ecco mi pare di sentire gli insegnamenti di Kremmerz espressi in altre parole.La responsabilità è una delle cose più sfuggite a tutti il livelli nella sociètà contemporanea, per fare un esempio si pretende di prendere qualche pillola e di guarire, minima autocritica o autoanalisi nulla poi se qualcuno muore c'è sempre la magistratura. Anche il video del dott. Genovesi è interessante parla per esempio della "costrizione culturale dei corsi universitari in cui gli studenti sono obbligati all'applicazione di protocolli terapeutici" non persone ammalate quindi ma malattie da curare. In pratica una specie di pensiero unico altro che "fisica delle possibilità" come sopra già scritto. In qualche trasmissione TV sicuramente le ricerche del dott.Genovesi sarebbero liquidate con "effetto placebo" tuttavia non credo che i topolini della sperimentazione citata fossero coscienti di essere fotografati nè di essere in un protocollo di sperimentazione. Bene amici ora chiudo per non abusare dello spazio, e state dalla parte del mistero!
Non è semplice rispondere alle domande di mammolaverde, domande che si rivolge chiunque, animato da buone intenzioni in un determinato contesto, non può che leggervi invece gli interessi e le strumentalizzazioni e deve lottare per difendere l’onestà della ricerca e della sperimentazione. Ammesse “buone, ottime, e disinteressate intenzioni”, e “l’amore per i propri simili”, in questo mondo, scienziati e ricercatori hanno bisogno di essere sovvenzionati per le ricerche. E la storia dimostra che anche scoperte “ottime” per l’umanità sono poi state utilizzate dal “potere” per tutti altri fini. La purità degli intenti – secondo me – può essere solo frutto di un “percorso soggettivo nell’ambito di una scuola iniziatica” perché di solito e spesso anche dietro gesti che appaiono della più squisita generosità si nascondono fini personali. Mi pare di vedere, leggendo la vita di esseri evoluti, “gli eroi della scienza e delle buone idee”, che questi si sono dovuti principalmente difendere dalle mire egoistiche altrui, pur non rinunciando alla loro missione benefica, con dure ripercussioni nella loro vita personale. In ogni caso è un bene che certe idee –come quelle della fisica quantistica coniugata alla medicina - benché possano anch’esse essere strumentalizzate - si diffondano perché contribuiscono alla “maturità” dell’umanità, cioè di ogni cellula, di ogni uomo parte del grande organismo sociale, il quale ultimo non si preoccupa dei singoli ma solo di se stesso. Certo se uno scienziato mira al successo personale la frittata è fatta, anche se oggi perseguire il bene ed essere misconosciuti è più difficile che in altri tempi. Forse una “dritta” per capire se chi parla di cambiamenti benefici è in buona fede, è proprio vedere quanto costui sia combattuto e ostacolato proprio da quelle “forze” che non vogliono il mutamento. E anche qui “cum grano salis” perché poi succede sempre che nel nuovo contesto che si apre alla ricerca si infilino ciarlatani che ne vorrebbero cavalcare l’onda a proprio esclusivo beneficio, e…..la storia diviene infinita.
Innanzi tutto un caro saluto a tutte/i….è sempre un piacere leggervi….anch’io come sciarparossa non ho ancora, purtroppo, visionato le vostre interessanti e promettenti segnalazioni (spero di farlo al più presto) e condivido quanto lui scrive nel suo ultimo post …. ma in parte …. Io penso che ci siano differenze tra una verga di nocciolo e un acceleratore di particelle da 100ML di euro ….innanzitutto perché TUTTI possono procurarsi la prima mentre la seconda no …..il pensiero che cerco di esprimeree, e trovo grande difficoltà nel farlo perché potrei non trovare le parole giuste e quindi dare adito a fraintendimenti, e che io penso che tutti, volendolo, possano essere partecipi di questo meraviglioso progetto di Bene ‘pro salute populi’ voluto dal Maestro Kremmerz, scienziati, salumieri, meccanici, avvocati,ballerini, cantautori, colti e meno colti e, già ‘definire’ le umane genti a secondo della loro qualifica professionale credo che sia errato in partenza, forse bisognerebbe solo usare le parole del Maestro e dire “TUTTI gli uomini e le donne di buona volontà”…. Quello che voglio dire, ovviamente con tutto il rispetto della ‘cultura’ (intesa in senso più ampio) e delle individue professionalità è che, a mio modestissimo parere, quello che fa la differenza, oltre al basilare intento di bene, è l’oggettivazione dell’ esperimento . . . e credo che questo faccia parte solo del metodo ermetico …..
Buongiorno amici,
concordo pienamente con sciarparossa, ed è doverosa una mia precisazione: nella fretta di volervi segnalare il video molto, molto interessante sugli studi del prof. Giuseppe Genovesi, ho commesso un errore copiando INVOLONTARIAMENTE anche una pubblicità di prodotti diagnostici, volevo SOTTOLINEARE che il video e la pubblicità non sono interconnessi
Buona sera amici , vulcanico questo blog ultimamente peccato che nel poco tempo che ho non sono ancora riuscito a visionare i video segnalati ma prima o poi lo farò, ringrazio comunque per le segnalazioni. Mammolaverde nel coacervo di nuove frontiere di conoscenza e terapeutica si chiede come orientarsi mi pare di capire, da profano vorrei tentare una risposta. La fisica quantistica ha aperto grandi orrizzonti supertecnologici, tuttavia ha anche postulato che l'osservatore condiziona l'esperimento ed ecco che a me sembra che ancora una volta l'uomo come essere pensante (e capace di amore? )viene messo al centro del tutto. Perciò direi che si tratti di una verga di nocciolo o di un acceleratore di particelle da 100ML di euro quello che conta è quello che guarda, se il suo intento è buono ne uscirà del bene altrimenti dalle sue scoperte potrà anche avere un successo personale ma "la salute populi" necessita di un di più. Ciao
C'è chi con molto interesse ha seguito il festival di Sanremo, c'è chi con molto entusiasmo partecipa ai flash mob, c'è chi ascolta o canta musica hip-hop; conosciamo la fisica galileiana-newtoniana, seguiamo con attenzione le novità della fisica quantistica; applichiamo quotidianamente le conoscenza della medicina morfologica virkoviana, ma siamo sorpresi dai nuovi dati forniti della medicina funzionale; esaminiamo un sistema biologico con un buon microscopio ottico, ma è anche possibile procedure alla sua visualizzazione mediante il più recente microscopio elettronico, disponiamo della radiologia tradizionale ma anche della Tac, della RMN e della PET.
Ci si domanda, allora, in tutte queste condiizioni quale è l'attrattore che ci quida?
Qual'è l'onda o le onde di forma con specifiche sequenze di stati, come iattualmente nsegnano la matematica e la medicina funzionale, dalle quali ci si sente attratti?
E le informazioni e le esperienze relative alle singole condizioni come possono eventualmente integrarsi tra di loro, essendo comunque niente altro che espressioni di modalità differenti di approccio ?
Può una metodologia olistica, veramente scientifica, essere applicata ai diversi settori della conoscenza della nostra realtà ed integrarli armoniosamente?( E mi vengono in mente l'ellisse e l'elicoide!).
Come riconoscere coloro che serenamente e senza spinta di personali o specifici interessi sono relamnete sul percorso della conoscenza olistica e non semplici manipolatori, fals, ricoperti da gesti, parole ed approcci solo apparentemente integrati?!
Le Lunazioni di Febbraio-Marzo indicavano un procedimento per chi volesse guarire di un’infermità oculare da compiersi al 13° e/o 21° giorno di questa “Rora” prima. Essendo appunto oggi il 21° ho guardato in un almanacco l’inizio del mezzogiorno astronomico (o sole meridiano) consigliato per l’operazione e ho fatto in modo di trovarmi in quell’ora dinnanzi a una bella boccia di vetro (non avendo caraffe di forma sferica) che ho riempito di olio (consumo abitualmente quello extravergine di oliva ma credo ne andassero bene anche altri dato che le istruzioni non specificavano).
Ecco dunque che ho avvicinato la seggiola all’asse da stiro (bisogna ingegnarsi!!!) accostato all’unica finestra di casa rivolta a Sud e mi sono coperta il capo con un ampio panno nero che ho teso fino al bordo della boccia appoggiata sull’asse, e l’ho anche richiuso (il panno intendo) sotto al mento, così da non farmi filtrare verso gli occhi altra luce che quella proveniente dalla nostra stella: oggi splendente a mezzodì (grazie all’aiuto del tempo bello) seppure tramite lo schermo dell’olio nel vetro.
Sapevo di dover trascorrere parecchio tempo in quella posizione, peraltro comoda, e perciò mi sono concessa di vagabondare con lo sguardo tuffato nella sfera… Dapprima l’attenzione è stata attratta dalle microparticelle di mosto dell’olio che sempre trapuntano la sua trasparenza anche dopo un accurato filtraggio: iluminate dal sole parevano tante piccole stelle su una coperta scura.
Si, perché il fatto più straordinario di cui mi andavo rendendo conto via via è che tutto l’olio all’altezza dei miei occhi costituiva un velo nero mentre il cerchio della superficie del liquido, visto obliquamente da sotto, appariva inondato di luce radiosa. Come se un’astronave avesse navigato in punta di pupilla in un cielo notturno, la superficie dell’acqua danzava simile a bolla raggiante su sfondo nero e costellato da microluci…
Poi, d’un tratto, quando il sole meridiano ha raggiunto la perfetta frontalità con la mia boccia ricolma, come in un negativo fotografico i colori si sono ribaltati e il liquido davanti a me si è fatto d’improvviso di un oro splendente a semicerchio mentre la superficie circolare diventava… nera.
Proprio così: nera.
Mi è allora tornato in mente il post di Catulla (circa venti giorni fa) sul sole come corpo nero che comprende ogni lunghezza d’onda... E, persa in quel lucore abbagliante, con il panno nero divenuto ormai tutt’uno con la sommità della boccia, ho pensato alle meraviglie che può fare l’analogia: trovando la notte nel giorno e il giorno nella notte più scura.
Quante segnalazioni!!!! Sono tempi davvero ricchi di stimoli, di scoperte o, forse, riscoperte....l'ultima segnalazione di mag è particolarmente interessante: la medicina a distanza, la rispondenza di una parte col tutto, l'azione terapeutica su una parte anche separata dall'organismo malato...addirittura sulle foto...il dna che, separato dall'organismo, reagisce come se fosse nell'organismo che prova una emozione... E pare che queste eccezionali ricerche siano tenute un po' riservate perchè danneggiano gli interessi delle case farmaceutiche!!! Buona serata a tutti.
Segnalo un video molto interessante sulle nuove frontiere della medicina:
http://www.youtube.com/watch?v=BzTcugItoMM
il dottor Giuseppe Genovesi , professore del Dipartimento di fisiopatologia medica, Università La Sapienza Roma, spiega come "l'organismo sia un campo elettromagnetico, che risponde alle
leggi della fisica quantistica e come quest'ultima stia entrando sempre più prepotentemente nella medicina odierna. Si parla di terapia a distanza usando la memoria dei biofotoni contenuta in una semplice foto. La ricerca è fatta a livello universitario italiano in ambito veterinario. BIO-T con l'INERGETIX integra perfettamente questo tipo di conoscenze e da anni opera nel settore sfruttando la potenza di tale tecnologia per testare le strutture viventi e vedere immediatamente cosa, nell'orchestra che rappresentano, è stonato nella possibilità
concreta di riaccordarlo. La tecnologia olografica dell' INERGETIX è una fusione fra scienza moderna occidentale e conoscenza antica orientale, nella quale la malattia è un semplice o complesso disequilibrio dell'organismo."
...peccato che si parli solo di antica conoscenza orientale, dimenticando la millenaria
tradizione occidentale medica e scientifica....
A proposito di meccanica quantistica ho trovato un'interessante serie di video su http://it.youtube.com/view_play_list?p=D06A2C2F6FFA6C66
e seguenti...
Fa riflettere anche la premessa che è stata impressa sul primo di questi video: "pilotare il pensiero non porta alla realtà".
Da vedere e, magari, commentare.
Buonasera a tutti gli amici di questo interessantissimo blog! E poi una serie di considerazioni...
La fisica newtoniana nonché la vita quotidiana ci dicono che una sedia è una sedia e tale la sedia resta che noi siamo o meno nella stanza con lei; tuttavia, la meccanica quantistica ci dice che la nostra presenza influenza le particelle della sedia. Da cui, posto che gli sperimentatori debbono forzatamente includere sé stessi nell’esperimento che fanno, nessuna scienza può più dirsi oggettiva (salvo che lo sperimentatore abbia modo di rendersi neutrale OGGETTIVAMENTE). Tantomeno potrà dirsi oggettiva la psicanalisi dove al posto della sedia c’è un essere vivente (cioè continuamente auto-replicantesi).
Quanto poi all’attributo di scientifico, già nel 1957 Popper (filosofo ed epistemologo austriaco, uno dei più influenti filosofi del Novecento) evidenziava la discrepanza tra quanto lo scienziato dovrebbe fare in ipotesi e quanto invece fa nel concreto anche solo nel scegliere di quali risultati tener conto e quali scartare (vedi “Filosofia della scienza”). E di nuovo siamo a constatare dei limiti della psicanalisi che sono ben oltre l’obsoleta idea della tabula rasa di cui Locke parlava, si, ma nel XVII secolo (!).
Giuliana Conforto, che scrive oggi della mela ingannatrice paragonandola alla magnetosfera, vede nella forma della terra avvolta dalla corrente circolare - emanata dai poli - l’immagine del frutto proibito di cui ogni essere vivente su questo pianeta si nutre (poiché ci vive immerso). Guarda caso, Kremmerz già un secolo fa parlava della “corrente astrale simboleggiata dal serpente nella Bibbia che sale intorno all’albero del Bene e del Male” (Opera Omnia, Vol. I, p. 125).
Viene perciò da considerare che, così come il maestro napoletano vedeva oltre il relativismo concettuale dell’epoca, probabilmente attingendo a un sapere millenario, altrettanto il suo saluto alla scienza psicanalitica giovane ne definiva contemporaneamente l’immaturità rispetto a un’esperienza scientificamente diversa. Probabile quindi che vi sia un modo di vedere ‘altro’ anche rispetto al secolo XX - e non solo al XVII – magari addirittura più vecchio di secoli benché appaia sempre all’avanguardia. Un modo di percepire in grado di esplicitare sinteticamente l’esperienza della materia umana nella sua interezza e non soltanto nella sfera corticale o nell’ippocampo. Un modo quindi che si può ragionevolmente ritenere attinente ad un’altra dimensione rispetto a quella che normalmente consideriamo ma che è sicuramente quella in cui DI FATTO ci troviamo e di cui siamo fatti: senza rendercene conto...
Ciao, Nessuno . E' bello risentirti dopo tanto tempo. Condivido con te l'entusiastica attesa per l' incontro del 21 marzo .A presto.
Ben detto, sannitica, hai espresso meglio ciò che avrei voluto dire io. Vorrei solo aggiungere che nei manuali universitari di psicanalisi, Jung non viene neanche citato, te lo devi studiare da solo per conto tuo. A Jung, secondo me, non gli è stato dato tutto il merito che ha, perche Jung non era (e credo non lo sia tuttora) considerato molto scientifico. Ed è un peccato.
Condivido le osservazioni che si sono fatte sul blog a proposito della psicanalisi. Aggiungo solo che l’originario programma scientifico di psicanalisi di Freud (che mi pare anche Kremmerz salutò come qualcosa di buono e di nuovo, seppure con le dovute differenze con l’ermetismo), l’originaria intenzione della psicanalisi, scienza di ciò che è psichicamente inconscio, ricerca in un campo inesplorato e che avrebbe dovuto dare sempre nuovi dati e informazioni su ciò che di “nascosto” vi è nell’essere umano, si è oggi, invece, orientata verso la psicoterapia, che è cosa diversa. Dal manuale di un famoso neuroscienziato Joseph Le Doux, la psicoterapia è: “un processo di apprendimento per i suoi pazienti e, in quanto tale, un modo di modificare l’assetto delle connessioni cerebrali”. Quindi segue delle regole precise, anzi sarebbe meglio dire delle tecniche, che per essere applicate necessitano solo di seguire correttamente la procedura stabilita altrove, a livello scientifico o banalmente empirico, senza timori di incontrare sorprese. E così ci si allontana dal proposito originario della psicanalisi, scienza giovane, appena nascente col Freud, che – mi pare – oggi non sia progredita nella direzione originaria. Così mi chiedo: verso quale scienza dovrebbe dirigersi la psicanalisi per approdare a nuovi e sconosciuti territori della psiche umana? Forse un passo avanti in una direzione tanto antica quanto avveniristica, la fece Jung che iniziò a studiare le antiche concezioni dell’alchimia, dei testi ermetici ecc., ma sembra che alcune conclusioni cui giunse le tenne nella sfera del privato non potendole dimostrare scientificamente. Così credo che ancora nessuna scienza odierna (neanche le neuroscieze) abbia tanta conoscenza dell’essere umano nella sua integrità come l’ermetismo di Giuliano Kremmerz. Non capisco bene invece il discorso sulla magnetosfera come inganno.
Ciao a tutti gli amici del blog.
Quello che è il grande limite della psicanalisi è che non tiene conto dell'individuo storico, per lo psicanalista la mente è una tabula rasa (come affermava J. Locke) che si riempie con l'esperienza (a partire dalla nascita). Né tiene conto che il sogno può essere semplicemente uno sguardo fugace sul passato o sul futuro, ma lo analizza in chiave freudiana che spesso non ha nessun aggancio col vero senso del sogno. Il fatto che il gruppo è qualcosa di più rispetto alle sue singole parti è ben conosciuto in psicanalisi, perciò esistono le terapie di gruppo (questo fenomeno è stato ben studiato), nessuno lo mette in dubbio. Cambiare dimensione? Certo, ma intanto bisogna imparare a vivere meglio in quella dove per ora ci troviamo.
C’è una dinamica, quando si ha a che fare con i gruppi, che dovrebbe dar conto di una legge valida anche per l’individuo nel suo insieme di apparati e di sistemi. Tutti infatti sanno che un individuo, preso da solo o nel ristretto gruppo della famiglia o degli intimi, è quasi sempre diverso rispetto a quando si trova in società, nel cosiddetto ‘pubblico’ o con un gruppo più allargato di amici. Ergo… Il corpo di una comitiva, il corpo di un’azienda, come il corpo di una classe di alunni NON sono la somma delle sue parti ma qualcosa 'altro'. Si può non sapere PERCHE' la materia vivente si comporti così ma di fatto un organismo non è l’insieme dei suoi organi bensì il risultato della loro continua, incessante interazione.
Dice Giuliana Conforto nel suo ultimo libro “Baby Sun”: - E se la mela, la magnetosfera che ci avvolge, fosse un gigantesco schermo in 3D? Sarebbe il frutto di un colossale inganno che tuttora mangiamo…-.
Hai voglia quindi ad analizzare la psiche…: per quanto si video-giochi e si risolvano i game over spostando il limite entro le possibilità del software, alla fin fine c’è sempre un giocatore che accende lo schermo e dà inizio alla partita. O decide di smettere e cambiare dimensione.
Amiche/i del blog buonasera. Si è parlato di psicanalisi e in merito, avendone fatto esperienza vorrei dire qualcosa anch'io. L'analisi che si fa parte da un punto di vista troppo individuaista, al massimo si prendono in considerazione le figure parentali e quelle legate dai rapporti affettivi, all'epoca dell'analisi io ho avuto la sensazione che il mio incoscio avesse radici molto più vaste, e che le influenze che subivo fossero più importanti di quanto l'analista valutasse. Vorrei raccontare una cosa, una notte sognai che "la centrale slava era andata in avaria" L'analista sapendo che mia madre è originaria dell'Istria interpretò il sogno tutto in chiave edipica e molte sedute vennero spese intorno all'argomento, tuttavia la notte del sogno esplodeva il reattore di Chernobyl. Dalla psicoanalisi ho avuto molti sensi di colpa per questo conflitto tra una analisi troppo incentrata su una cerchia ristretta di rapporti e quanto più di universale io avvertivo. Questo dico non perchè io pensi di essere un caso speciale ma perchè sono convinto che tutti sono così, in balia di forze di cui ignorano la provenienza. La forza di gravità ci lega alla terra? non solo, ci lega a tutto un universo di cui noi nemmeno ne immaginiamo l'influenza. Ecco anche perchè gli scritti di Kremmerz sono stati "musica per le mie orecchie" perchè parlano un linguaggio più universale Vi auguro una buna notte
La psicanalisi non ha un limite, ne ha molti di limiti. Nell'inconscio come nel sogno, non c'è dubbio, non c'è negazione, non ci sono gradi di certezze. Se non esiste la negazione non può esistere il principio di non contraddizione, e allora non valgono più i principi della logica formale.
Bisogna rimontare alla spiegazione mitologica delle forze che agiscono nell'inconscio. La mitologia cosi ben chiara e nello stesso tempo cosi ben velata agli occhi di chi …..no ha occhi per vedere, nasconde molte verità.
Un'altra perplessità e frustrazione degli psicanalisti è che a volte il mago, il prete e lo stesso psicanalista spesso ottengono risultati terapeutici simili. L'unica differenza che conta sta nella personalità del terapeuta. Lo psicanalista intuisce che c'è qualche forza agente nel logos, ma non sa bene come agisce. Pensa che bastano anni di studio per distinguersi dalla massa di ciarlatani, come molte volte egli chiama gli altri che non appartengono alla stessa branca di studiosi. Questo non significa che tutti gli psicanalisti sono così, significa che ci vuole molta umiltà e coraggio per mettersi sempre in discussione. Lo psicanalista non può portare il paziente se non alla propria soglia, pertanto deve per prima cosa tentare di innalzare la sua. E magari anche capire cos'è che fa la differenza.
spero di incontrare tutti i partecipanti a questo blog nell'incontro che si terrà il 21 marzo iscritti e non iscritti , un abbraccio a tutti
Voglio parteciparvi un’esperienza capitatami qualche sera fa e che mi pare si inserisca nel dibattito in corso in questi giorni sul nostro blog
Qualche sera fa mi sono trovata ad ascoltare le considerazioni di una mia amica, psicanalista da numerosi anni, persona che ha compiuto su di sè un’analisi lunga, a suo dire, 14 anni, eppure oggi, a 60 anni, era costretta ad ammettere che, nonostante conoscesse di se stessa tutti i meandri della propria mente, i moti, le reazioni, i pensieri,ecc., tuttavia il suo corpo non era progredito allo stesso modo, come se fosse rimasto indietro, continuando a mandare messaggi non omologabili con quello che il suoi io razionale e cosciente, che ha sondato e analizzato il proprio inconscio per lunghi anni, le diceva. La sua analisi dimostrava molto bene il limite della psicanalisi e di tutto quello che è stato lo sviluppo della conoscenza moderna: basarsi sul principio di discontinuità, dividere in maniera netta la mente dal corpo dove il secondo è sempre in posizione di inferiorità rispetto al primo. Il non voler accettare che siamo un’unità inscindibile della stessa materia con livelli differenti di stato, non ci permetterà mai di arrivare a delle mete di bene-essere che siano veramente tali.
Buona giornata a tutti
Ah ah ah, sannitica2009, mi sono proprio sbagliata di poco!
grazie.
Continuo a documentarmi sugli aspetti scientifici delle forze naturali.
Delle quattro forze fondamentali in natura, sostengono gli scienziati che forza forte e forza debole hanno raggio di azione o interazione molto limitato, specie la forza debole( addirittura circoscritto a un punto)mentre elettromagnetismo e gravità hanno raggio di azione infinito. Certo che a proposito di gravità che ci mantiene attaccati alla terra, penso ai nostri antichi italici etruschi che battevano proprio sulla zolla per far uscire la forza creativa naturale simboleggiata dal bambino vecchio, Tagete (notizie ricavate e approfondite dalla lettura dei testi dell'Editrice Miriamica). Mi fermo e vi auguro la buonanotte. Salute a tutti i malati e sofferenti!
Sicuramente mandragola voleva dire 410 anni dopo il rogo di giordano bruno. Interessante quanto riporta perchè aiuta a far un po' più di chiarezza sulla questione. Questa forza nucleare debole scoperta negli anni 30 (soprattutto grazie a Fermi) è l’unica capace di trasformare la materia. E' perciò alla base dei processi alchemici? l'alchimia si basava sull'azione di questa forza? Dicono infatti i fisici che questa forza debole non contribuisce alla coesione della materia ma alla sua trasformazione.
Buona Domenica al Blog della Sphci.
Il video su Giordano Bruno segnalato da M_rosa è bello, fa riflettere e mi ha spinta a cercare approfondimenti per come posso, da incompetente in materia.
Perciò grazie anche da parte mia per averlo segnalato ( sapete che ricorre in questi giorni il 410° giorno dal rogo del filosofo nolano?).
Ho così appreso che questa“forza debole”, permettendo alle particelle dei salti di “qualità” è anche autrice del cambiamento, anzi del mutamento da uno stato all’altro. E altro ho trovato spulciando qua e là sul web per vedere come la scienza attuale arriva a provare quello che il maestro Kremmerz trasmetteva come dato sperimentabile sulle forze fisiche oltre un secolo fa,e ben lo sottolineava anche sannitica nel suo post.
Kremmerz, se non sbaglio, diceva anche che l’umanità doveva maturare almeno un altro secolo e 100 anni son passati e infatti oggi i fisici parlano di unità della materia e di Unità come Dio.
Da un’intervista al fisico Vittorio Marchi: Cos’è l’universo nascosto e qual è la chiave? “In due parole come ha detto lo stesso Victor Hugo è l’invisibile evidente e la chiave è l’uno.
Cioè dobbiamo capire che tutto quello che noi chiamiamo vagamente realtà, che è di natura infinita, non può ammettere separazione e divisione da alcunchè per cui tutto è connesso.Non esistono superfici o limiti di separazione o discontinuità perché tutta la fisica del primo novecento fino a oggi si fonda sul principio e sul concetto di discontinuità e di relatività. Adesso siamo in cammino verso una fisica dell’assoluto” E la crisi della relatività? “La crisi della relatività è in virtù del concetto per cui la realtà è vista sotto l’aspetto del molteplice e della separazione e non si può mai risolvere il principio dell’inizio e della fine delle cose, come postulato dal principio della relatività che si fonda sul concetto del due e del molteplice, quindi su qualche cosa che non esiste anche se è vero che in mancanza di ciò che non è, l’illusione, anche ciò che è non sarebbe” Una quarta dimensione? “La quarta dimensione non esiste come non esistono le tre dimensioni… le dimensioni che non esistono sono principi di cui abbiamo bisogno per relazionarsi in una dimensione che si cala in uno spazio tempo, la materialità…la dimensione è unica” E l’anti materia? “L’anti materia è un altro aspetto della materia, la parola “anti” è fuorviante, materia e antimateria sono gli stessi aspetti di una stessa cosa…”
Intrigante. Continuo a spulciare sul web...nel mentre vi abbraccio.
Grazie m_ rosa per la segnalazione. Ho visitato il sito della Conforto e guardato il suo video.E' sempre confortante trovare qualcuno , tanto meglio se qualificato, che arriva alle stesse verità additate un secolo fa da Giuliano Kremmerz, perchè fa crescere la speranza che queste conoscenze possano finalmente emergere in maniera definitiva e realizzare un vero cambiamento nell' Umanità.
Ho visitato il sito segnalato da m.rosa. Davvero bellissimo. E' un omaggio al pensiero e alla filosofia panteistica del ribelle Giordano Bruno del quale parla anche il Kremmerz. Egli considerava - scrive Kremmerz - che "l'Essere è l'unità, che in lui si confondono materia e spirito, finito ed infinito e la Natura è uno specchio dove tutte le cose sono emanazioni della divinità". ..."il monaco ardito, che irrompe furiosamente eloquente a raggruppare nell'unità dell'Essere tutto ciò che esiste nel microcosmo, ripercuote su tutta la gente teologizzante del suo tempo l'antica concezione del Gran Tutto dei Magi antichi. Il Cogito ergo sum di Cartesio, dopo del Bruno, bandì ai volghi che nell'Essere-Universo il pensiero è dominante la materia. Io penso dunque io esisto: questa è l'affermazione dello spirito sulla materia, della volontà dirigente sulla inerzia del resto". Ma nel sito, come già diceva m.rosa, si coniugano anche le scoperte scientifiche più moderne a questo pensiero. E il risultato (pur nella sua complessità poichè bisogna avere un corredo di cognizioni scientifiche per capirlo appieno) è di una bellezza grandissima. Dico bellezza perchè la bellezza dovrebbe essere lo specchio della verità e commuovere nel farne prendere coscienza. A tutti un caro saluto e a rivederci il 21 marzo...non vedo l'ora!
Ho appena visitato il sito (http://www.youtube.com/watch?v=SD4kgGuJLic)
Di Giuliana Conforto, ex docente di fisica quantistica: finalmente uno scienziato che non ha paura di annoverare l’Amore tra le forze della materia! Anzi una scienziata, e forse non è un caso…
Comunque vi consiglio di visitarlo, parla dell’Uno, come unica forza dell’energia nucleare che i fisici chiamano “debole” che è in grado di collegare il visibile e l’invisibile, che è luminosa ed oscura, che collega gli universi tra loro, che possiamo utilizzare per guarire noi stessi e di altro ancora. Comunque questa idea di una materia unica, invisibile, delicata e possente che co-muove due particelle elementari molto distanti, che è come un fuoco che non brucia, mi sembra proprio richiami l’idea Kremmerziana dell’Amore-forza che si umanizza nell’ideale muliebre.
Ciao a tutti/e
Meno di un mese e saremo nell’incantevole penisola sorrentina a gustarci mito utopia e scienza nella particolare prospettiva offerta dalla S.P.H.C.I. Ad esempio le comete, stelle caudate di cui il Maestro parlava per evidenziarne la ciclica apparizione di luce avente influenza sulle cose del mondo…
Quattro anni fa la sonda Stardust, dopo aver intercettato la cometa Wild 2 nella sua seconda orbita, tornava sulla terra riportando un prezioso carico di materiale sottratto alla stella caudata, fra cui alcune sostanze organiche. Ricordo che si disse che le comete potrebbero fungere da “inseminatori di pianeti che portano la vita in forma di catene di carbonio e ammine nonché di acqua”. Ci fu pure chi suppose che la vita sulla terra sia arrivata proprio dalle comete mediante un bombardamento avvenuto milioni di anni fa!!!
Tornando al programma del Convegno di Vico Equense, ho letto qui nel blog che il Prof. Vittone interverrà a questo proposito. Bisogna dire che il prof. Vittone già faceva parte del comitato ordinatore del convegno che si tenne a Napoli nel 1986 in occasione del passaggio della cometa di Halley. In quell’occasione Claude Arpigny parlò di vento solare e campi magnetici indotti dalle comete nel sistema solare e sul nostro pianeta: certo, nulla di nuovo rispetto a quanto diceva Kremmerz quando parlava di magnetismo terrestre in coordinanza delle influenze stellari (vedi puntata 84 delle Lunazioni del I ciclo nel III volume dell’Opera Omnia a p. 4001)! Però, ecco, questo continuo rivelarsi della verità di quanto ci lega… e collega… all’Universo tutto… è veramente un dono che ci arriva dalla ricerca: quella vera, senza pregiudizi e senza commercio. Quella di chi sa leggere nel mito per sperimentare l’utopia e farne scienza.
Bello che questa sia la prassi nella Schola di Kremmerz.
Bello veramente.
Quest’anno, a differenza degli anni scorsi, ho visto qualche pezzetto del festival di Sanremo e ciò mi ha fatto riflettere su quella che mi sembra una stortura, ed è questa. Mi spiego con un esempio: a scuola, quando gli alunni svolgono un compito è l’insegnante che lo corregge e lo valuta, certamente perché avendo più conoscenze dei suoi allievi può analizzare il compito sotto tutti gli aspetti, forma, contenuto, sintassi, ortografia, ecc. ecc., e in tal modo esprimere un giudizio motivato; in pratica quando occorre dare una valutazione è necessario che ci sia qualcuno qualificato a farlo, e questo non può certo essere un altro allievo e neanche un docente di un’altra materia. Ora mi chiedo come è possibile che le canzoni di Sanremo non tengano in considerazione il giudizio di persone che ne capiscono di musica ma si affidino al giudizio di messaggini telefonici, tipiche espressioni della comunicazione odierna, strumento per sua stessa natura impossibilitato a dare motivazioni al messaggio che invia? Mi sembra illogico che si possa valutare alcunché basandosi solo sulla simpatia, avvenenza, presenze televisive dell’autore, o su un vago attributo di orecchiabilità. Qual è il messaggio che diamo ai giovani in questo modo?
P.S. La situazione è comunque già drammatica; alla domanda “quali sono i bisogni che mettereste al primo gradino? (si parlava dei bisogni primari di Maslow) la risposta è stata “telefonino e piastra per i capelli”! Sigh!
Come dice Vanessa, in questi giorni c’è il Festival della canzone. Mi è piaciuta quella di Ruggeri per le parole “ogni donna ha un paio d'ali chiuse dentro sé pronta a certe ascese sconfinate la notte delle fate”. Mi ricordava un poco le leggende del Monte Sibilla...: ma è stata eliminata.
Poco importa. Ci si ritrova ad accendere la TV sul festival un po’ come a preparare il regalino per le feste commerciali della mamma, del papà o dell’innamorato/a. Io non le ho mai disdegnate perché trovo che ogni occasione sia buona per fare festa: è nella mia natura. E per trasformare quello che passa il sociale in qualcosa che ci somiglia.
Poi (non si sa mai) da un fiocco o un motivetto alla fine fluiscono le impressioni che in-formano la gente, piano piano, sulla possibilità che le fate siano donne e non figurine per ragazzi. La magia del femminile, credo, è quella del quotidiano rigenerare: siano essi equilibri o progetti la donna li sa nutrire nel silenzio di chi ha imparato, da secoli e millenni e per struttura fisica, che per costruire ci vogliono pazienza costanza e silenzio. Quindi mi piace che al festival nazionalpopolare si dica che pur avendo le ali chiuse ogni donna è pronta a volare. In fondo, se tutto fa brodo, anche il brodo può essere buono mettendoci gli ingredienti giusti!
In questi giorni, si sa, si sta svolgendo la 60° edizione del Festival di Sanremo….ora a prescindere da tutta l’impalcatura mediatica sull’evento o dalle “impalcature” della Clerici oggetto (ahimè!) di svariate ore, se non giornate, di discussione sull’approvazione o il diniego della scelta degli abiti di scena che purtroppo, pur astendosi dal ‘dibattito’, per questioni logistiche, si è costretti ad ascoltare, in virtù anche di quest’ultima ‘nota’ e comunque di un evento canoro a livello mondiale, riflettevo proprio sulla musica e il suono e su ciò che ascoltiamo, o siamo costretti ad ascoltare, o meglio, e nella maggioranza dei casi (io sono un caso in primis), di ciò che non sappiamo ascoltare.
Non entrando in maniera più approfondita in quella che è la ricerca scientifica in relazione al “suono”, tra l’atro, oltre a non esserne capace, è un argomento che si è già affrontato in questo Blog, volevo solo riportare un piccolissimo passaggio di un articolo del medico e fisico M. Corbucci e cioè “ … Il suono ha creato tutto ciò che esiste nell’Universo …la struttura atomica, vale a dire la forma degli orbitali detti s, p, d, è l’effetto di un potere morfogenetico delle singole sette note, DO, RE, MI, FA, SOL, LA, SI in cui la frequenza raddoppia nelle varie ottave, fino a diventare la luce dei sette colori: rosso, arancio, giallo, verde, blu, indaco, viola. Quando questa musica della Creazione, si è amplificata, altisonante, è cominciato l’Universo ….” …. però, a parte questo assioma (importantissimo), riflettevo anche su quello che lui dice affermando “….La cultura dominante è sintonizzata per rallentare la comprensione del disegno armonioso della Creazione….” e ancora, citava W. Reich il quale aveva scoperto che “la peste emozionale è quel qualcosa che impedisce di concentrarsi su quello su cui l’attenzione andrebbe a concentrarsi”…. E qui ritorno a quel “non sappiamo ascoltare” …. e sarà perché tutti quei lustrini luccicosi di Sanremo appannano i nostri “sensi” o perché la nostra ‘cultura’ dell’apparenza ci fa perdere di vista l’essenza profonda di ogni cosa, anche della “Musica”, allontandoci anche da quella tradizione musicale orgogliosamente Italica diffusa in tutto il mondo, basta citarne una per tutte, qual è per esempio ‘O Sole mio’, ma credo che, oltre che per verifiche scientifiche, ognuno di noi possa concretamente sperimentare quanto una musica, una canzone, possa pervaderci profondamente e farci sentire ancora ‘ legati’, ‘uniti’, ‘con-vibranti’ con eventi della nostra vita …. e, quale riflessione del tutto personale, ripensavo alle parole del Maestro Kremmerz, citate da m_rosa, “Miriam è la mistica rosa …..” a quel ‘bocciuolo’ a quel ‘centro pulsante’ come ad un Suono, ad una Musica Eterna a cui forse, se riuscissimo a ‘guarire’ da quella sucitata ‘peste emozionale’ potremmo tentare di sintonizzarci e con-vibrare…… con questa profonda speranza (spero non vana) nel cuore, questa mattina, continuo a canticchiare, pur essendo stonatissima, nella speranza che l’allenamento continuo possa correggere le tante ‘disarmonie’ per cercare, anche se fugaci e brevissime, sintonie di quell’Armonia Universale . . . d’altronde, come si dice, finchè c’è vita c’è speranza …….
Un carissimo abbraccio a tutte e a tutti ……
Vorrei completare il passo del Kremmerz riportato da catulla, qui il Maestro sta parlando del rapporto che lega il maestro al discepolo e i discepoli tra loro e dell’influenza del primo sui secondi quando questi si dispongono nella giusta lunghezza d’onda nei suoi confronti:
“Quindi si deve intendere per iniziato un discepolo che è uscito dal mare morto della volgarità ed è entrato nella irradiazione di un centro: tutto ciò si può spiegare per meglio intenderci che chi ne ha la possanza ha compiuta tutta un’opera di purificazione e di preparazione su di un neofito da staccarlo completamente dall’ambiente comune, sottraendolo alla corrente sozza del volgo e trasportandolo in una corrente più pura, più elevata, a cui il volgo non è ammesso per gravità naturale, per quella stessa legge inflessibile ed inesorabile che condanna il piombo a cadere in fondo all’acqua e la foglia a galleggiare”
Ed ancora, scusandomi per la lunghezza del post, vorrei riportare un altro passo in cui il Maestro parla della Miriam e che sembra la traduzione, più completa e più poetica, dell’intervista a Dan Winter:
“ Miriam è la mistica rosa, l’eterna manifestazione che ci attira al centro unitario nel Dio, Centro Universale e Legge immutabile; è l’antera della rosa di cui tutta l’umanità è un’infinita distesa di petali olezzanti disposti in simmetria, come corone invaginate l’una nell’altra intorno al trofeo dell’armonia che tutte le cose universe collega e dispone; è una Dea, cioè la parte muliebre del classico tipo ideale del Dio Androgino; creatore e fattore di tutte le forme e di tutte le specie, in un atto di amore generativo, fecondo, immenso, continuo, irresistibile, onnipotente”
Quanto ci vorrà ancora perché la scienza riconosca l’Amore come forza attiva e concreta che muove l’universo?
Cara Catulla è bello leggerti , ma mi è difficile seguirti. L' unica cosa alla quale riesco ad agganciarmi è l' immagine della rosa , così antica e così attuale , che mi fa pensare a come certe conoscenze molto avanzate anche per i giorni nostri , sono state trasmesse , affidandole a dei simboli naturali,così difficilmente comprensibili per noi che abbiamo totalmente perso la capacità di comprensione del semplice.Questo fiore , a cui la sovrastruttura della nostra cultura ci fa pensare in termini sentimentali , nasconde nella sua struttura e nella sua essenza meccanismi fisici veri e realizzabili su più piani.Per l' esattezza li manifesta, visto che è sotto gli occhi di tutti ; solo che pochi riescono a vederlo.
La fisica della coscienza: questo il titolo di un’intervista a Dan Winter che ho appena finito di leggere su Scienza e Conoscenza n° 30. In particolare, mi ha colpito un passo: “l’universo è composto di onde di carica (…) quando si dispongono a forma di rosa e si avvicinano al centro esse sommano e moltiplicano la loro velocità (diventando) gravità.” La disposizione a forma di rosa viene chiamata ‘frattale’ e dall’articolo emerge chela proporzione tra i petali (la stessa delle pigne e… delle galassie) è il multiplo ricorrente nell’immensamente piccolo come nell’immensamente grande.
Ad un tratto ho ricordato quanto diceva Kremmerz…: “la Rosa Mistica, molti petali intorno ad un bocciuolo che ne è l’anima, lo spirito, la forza e l’intelligenza”. Lui parlava del bocciuolo senza dargli un nome e oggi i fisici di frontiera candidamente enunciano che non appena le onde di carica elettrica si dispongo a forma di rosa tutto si accelera producendo una compressione infinita! Ciò sarebbe alla base della beatitudine di uno che medita come dell’oggetto che cade a terra, entrambi soggetti alla forza centripeta, cioè che attira verso il centro (il centro di un essere umano? Il centro della terra? il centro del sistema solare? della nostra galassia? Centro nel centro nel centro nel centro... ).
Appunto ieri, osservando un sassofonista intento al suo strumento, consideravo che musicista e scultore danno forma a masse di tipo diverso ma sempre masse: una è la massa delle onde sonore che l’artista del suono modella, inducendo tutti gli ascoltatori a fare altrettanto dentro di sé fino a omologare un intero gruppo alla medesima emo-mozione (o movimento del sangue); l’altra è la massa della creta, del marmo, dell’argilla, del bronzo, del legno che l’artista della materia modella inducendo tutti gli osservatori a fare altrettanto dentro di sé fino a omologarsi alla medesima visione (o visi-mozione). È lo stesso principio del fuoco che provoca la combustione nei corpi che lo avvicinano ed è lo stesso principio per cui… ci incantiamo a osservare galassie e nebulose che roteano nello spazio profondo caturato da potenti telescopi e apparecchi satellitari: noi ci riconosciamo in quelle galassie che hanno la stessa proporzione nostra e di ogni nostro atomo!
Quante volte, frequentando un Maestro della SPHCI, ho sentito parlare di ‘sovrastrutture’: pareva un termine così, in quel momento, per me che non riuscivo ad afferrare il ‘quid’ di quell’affermazione fuori da ogni fede. Invece, nella prospettiva aperta da questa scienza nuova (“o vecchia?”- direbbe forse Kremmerz) appare lampante come ogni stortura sia un’onda di carica che non rispetta la sua proporzione naturale (aurea per la nuova fisica) che la attirerebbe inesorabilmente verso la propria anima (il proprio nume, direbbe forse un pitagorico).
Dan Winter sostiene: “il tempo è carica in rotazione”. Non so. Pensando alla grandezza di questa Idea, il tempo … per qualche minuto … per me … si è fermato.
Il colore é dato dalla lunghezza d'onda della luce. In fisica con "corpo nero" si intende un corpo che non riflette nessuna radiazione e le assorbe tutte, ad esempio il Sole. (Viceversa, un oggetto che riflettesse tutte le lunghezze d'onda della luce visibile sarebbe dall’essere umano percepito come bianco).
Tornando dunque al ‘nero’ si evince che tale colore, o piuttosto tale condizione della materia in vibrazione (cioè luce) è in grado di com-prendere tutte le condizioni possibili.
Poi si può notare che il Sole è composto da idrogeno liquido che per reazione termonucleare si trasforma in elio… anch’esso liquido. Se dunque la luna che si farà domenica favorisce i liquidi e il colore nero, parrebbe proprio che sia una Luna capace di propiziare il Sole nella sua essenza come nella tendenza e questo sia nel I ciclo che nel II dove, appunto, viene evidenziato come benefico il colore nero.
Poi una… riflessione. Sarà per la capacità fisica dei corpi neri di com-prendere ogni lunghezza d’onda che il Kremmerz significò l’analogia della Miriam con il nero e scrisse che nera è la sua Luce?
Certo è che il grande filosofo e ricercatore che alla Miriam legò una Fratellanza diceva che la corrente fluidica che ci viene dagli astri (forse per questo etimologicamente senza luce, cioè senza riflesso) è manifestazione del movimento vibratorio perpetuo che la teogonia pagana deificava in Mercurio (Opera Omnia delle Edizioni Mediterranee, Vol. I pp.123-124). Perciò mi domando ancora: quei bei pesci di fiume, raccomandati anch’essi dalla Luna in arrivo, non saranno consigliati per la loro capacità di cavalcare tale perpetuo movimento, capacità che potremmo gustare insieme al loro buon sapore nel momento in cui ci ricordassimo di questa caratteristica?
In attesa delle trote del lunedì, e prima che chiudano i negozi, vado a cercare un bel pollo…magari da fare alla brace, sul finire della Luna di Ramse che consigliava il fuoco diretto prima dell’avvento della…Luce di Rora prima. E grazie a questa tradizione grande e luminosa che in ogni senso nutre e ristora.
A proposito del latte, consigliato in questa luna e di quello di capra in particolare, ho trovato queste informazioni: è meno grasso di quello di mucca, si distingue per la minor dimensione dei globuli lipidici e per il più elevato contenuto in acidi grassi a corta e media catena. Tali caratteristiche lo rendono più digeribile ed inoltre, questa tipologia di acidi grassi, viene assorbita direttamente dalla mucosa intestinale e da qui veicolata al fegato senza seguire la via metabolica, tipica degli acidi grassi con maggiori atomi di carbonio. Notizia curiosa, questa, soprattutto se si pensa alla somiglianza morfologica tra le volute dell’intestino e quelle dell’encefalo e all’uso per cui tale prodotto è consigliato in questa luna.
Quanto impegno e quanto Amore dietro questo bellissimo e nutrito programma!!....anche per tutto questo infinite grazie....sarà un onore, oltre che un'immensa gioia, avere l'opportunità di poter essere lì.....al 21 Marzo....!!!!
Per me sarà una grande gioia esserci e sono sicuro che sarà una grande fortuna per tutti quelli che vi parteciperanno.Al programma, che è molto promettente ,si aggiunge l' intrinseca importanza della celebrazione di un simile momento storico!
Buongiorno a Sphci e a tutto il Blog.
Ho letto l'invito per il 21 Marzo e, essendo stata accolta la mia richiesta di partecipazione (ringrazio per questo la Direzione della Schola), non vedo l'ora di essere lì con tutti voi. L'immagine dell'invito è estremamente suggestiva mi ha fatto venire in mente tantissimi significati.
La presenza vigilante dell'Ibis egizio mi sembra di grande auspicio per tutto...
un bacione
Ho appena letto il programma dell’evento celebrativo che la S.P.H.C.I. ha organizzato e non posso fare a meno di porgere oltre ai miei ringraziamenti, i complimenti per il nutrito e ricco programma della giornata. L’interesse degli argomenti, l’aggancio tra il passato e il presente, tra storia ed attualità, è quanto di meglio si possa fare per testimoniare la vera immagine della Schola: Kremmerz è stato il Primo, grande traghettatore della tradizione iniziatica nell’epoca moderna, ma è evidente che la Sua schola, anche oggi, grazie ai sui Maestri e Dirigenti, continui a seguire le sue orme su una strada di ortodossia ed apertura al futuro.
Arrivederci tutti al 21 marzo
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