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20 Gennaio 2010

Segnalazione di un articolo sulla stampa

Segnaliamo un articolo apparso sul quotidiano "Il Roma" di ieri a pag. 12 in Costume & Società, intitolato: Uno statuto centenario con lo sguardo al futuro.
L'abbiamo inserito nella sezione "articoli", per consentirne la lettura a tutti i Fratelli e agli amici del blog di kremmerz.it.
Cogliamo inoltre l'occasione per ringraziare il giornale e l'autore del bell'articolo per l'attenzione rivolta alla nostra Schola e per i gentili auguri.


Postato da sphci alle 23:13

| Commenti (16)


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Postato da segezia
Il 14 Febbraio 2010 alle ore 13:02

Oggi la radio e la TV, manifesti e cartelloni, parlano di valentino e valentini e della festa degli innamorati. In altra connotazione, ad un auspicio di Amore, la Direzione della Schola ha dedicato questo 2010. Certo, sembrano diversi i lustrini del bacio di cioccolato e le vette altissime di un ‘Eros psichico che apre la rosa dell’anima verso le regioni dell’infinito’ (come disse Kremmerz) ma ciò che muove è sempre la forza più rivoluzionaria che l’uomo conosca, quella che spinge a gesti straordinari e apre prospettive impensate. E probabilmente, se fosse celebrata con un filo di curiosità in più, questa festa avrebbe cultori non solo nelle pasticcerie ma anche in mezzo agli scienziati, inabili a darsi ragione dei meccanismi che scatenano il benessere e propiziano la vita. Anticamente, il 14 febbraio culminavano i riti romani dei Lupercalia, in cui la dea Febriis, dopo il dio etrusco Februus, presiedeva alla purificazione. Il cristianesimo legò una santa Febronia al giorno di Febriis. Dioniso di Alicarnasso narra invece che in questo periodo la lupa pulì il sangue dei neonati gemelli Romolo e Remo e li allattò predisponendoli alla diversa vita di chi ormai non è più nel ventre materno. In un modo o nell’altro è da millenni che ci si ferma a festeggiare questo momento dell’anno e oggi, mentre guardo la neve che scende e riveste di bianco ogni cosa confondendo i profili e ammantando di bianco, mi domando se all’animo antico questo colore non suggerì la preparazione alla vita fiorente che si prepara in silenzio… per sbocciare nei mille colori della rinascita porimaverile. Pulcinella e Arlecchino si mescolano agli innamorati e raccontano favole, ancora incantevoli per chi, bambino nel cuore, ama cercare e scoprire, imparare e capire e si rivolge fiducioso alla Schola del fare.

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Postato da mercuriale
Il 10 Febbraio 2010 alle ore 13:17

Buongiorno a tutto il blog. Prima di tutto vorrei fare i complimenti per il bellissimo invito alla SPHCI, oltre che bello nella sostanza per l'articolato e ricco programma,mi ha colpito molto l'immagine allegorica dell'ibis che giunge sulle nostre coste. Ieri leggendo il tema di mio figlio "cosa vuoi fare da grande? Lui scrive vorrei fare lo scienziato e inventare una nuova energia che non inquini e non distrugga noi e il nostro pianeta.Mi sono tornate alla mente le parole di Catulla "Solo perché il mondo è ancora pieno di bruchi non si possono ignorare le farfalle che, meravigliose e variopinte, sempre più numerose, vanno levando le stupende ali dinnanzi ai nostri occhi per spaziare verso altre dimensioni",parole che mi avevano colpito nel profondo, piene di speranza. Speranza che le nuove generazioni riescano a essere liberi e a tendere sempre di più verso l'armonia e il rispetto per la natura.

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Postato da sciarparossa
Il 10 Febbraio 2010 alle ore 00:16

Cari amici buona sera. "la massa critica di un diverso sentire" scrive Catulla, è un concetto bello e anche molto attuale. Gelsomino nutre invece sfiducia nelle istituzioni che producono solo chiacchere e nienti fatti e questo lo trovo più che giustificato. In effetti le lobbies che governano l'economia dopo aver impoverito mezzo mondo a parole sembrano aver cambiato metodo, nei fatti si investono ingenti capitali nella costruzione di assurdi grattacieli di ottocento metri o altre faraoniche e inutili opere, mentre per esempio la produzione di energia da fonti rinnovabili che pure necessita di grandi investimenti di denaro stenta a trovare finanziamenti, eppure in questo momento di disoccupazione diffusa sarebbe una irripetibile fonte di sviluppo, ma faccio osservare che il sole e il vento sono gratuiti mentre dei combustibili fossili e anche nucleari ci si può fare commercio e magari anche speculazione, lascio agli amici del blog trarre le conclusioni. Per quanto riguarda la "massa critica" noto che se dal "potere" non e pensabile che possano derivare dalla svolte nella società, dalla somma del sentire di molte persone questo è più probabile. Per fare un esempio, nonnostante feroci campagne di disinformazione, milioni di persone hanno continuato a curarsi con l'omeopatia e rimedi fitoterapici, per cui il ministero della sanità non ha osato fare quanto probabilmente le potenti lobbies farmaceutiche avevano suggerito. Ora sono lieto che anche noi possiamo contribuire alla" massa critica di un diverso sentire" Con affetto una buona notte

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Postato da gelsomino
Il 08 Febbraio 2010 alle ore 13:41

Ho letto con piacere il post di Catulla perchè mi ha anche rinfrancato dalle mie considerazioni un pò pessimistiche. In effetti quello che dice è tutto vero, compreso il fatto che più che altro si parla piuttosto che agire.Il vero grande freno ad un reale cambiamento di rotta lo individuo negli interessi economici delle grandi multinazionali. Sono ovvi gli svantaggi che deriverebbero ,per loro, da un modello economico realmente eco-compatibile basato su di un rispettoso e consapevole utilizzo delle risorse naturali e sulla loro equa distribuzione .Quindi nella logica spietata di questo modello economico è normale che il sistema usi tutte le possibili strategie per sopravvivere il più a lungo possibile ,anche a prezzo della salute dell' umanità.

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Postato da catulla
Il 31 Gennaio 2010 alle ore 20:59

Ho letto gli ultimi post fra cui quello di Gelsomino che mi trova dissenziente circa l’affermazione che “concetti come quelli di Grande Madre, di una Natura intelligente con la quale ogni essere, per vivere in equilibrio, dovrebbe porsi in sintonia” restino “confinati al campo della fantasia o delle scienze di frontiera”. Si parla (per ora senza fare, ma si parla) di un clima globale e se ne parla, appunto, in sede di top della terra; la ricerca sempre più si impone come poliedrica e multiforme e quello che fino a ieri era considerato al filo dell’eresia scientifica oggi è definito semplicemente ‘non ufficiale’. La medicina omeopatica viene passata dal servizio sanitario nazionale (non in Italia ma altrove in Europa si); la religione non riesce più a soddisfare le esigenze di chi vuole sapere, per primi i giovani, ed è costretta a documentarsi in anticipo su quelli che sono i filoni di interesse dei ricercatori del mondo o addirittura sull’astronomia. E Galileo…. quel Galileo che venne processato… è riabilitato e celebrato e la riabilitazione di lui consente a chi lo riabilita di riabilitarsi perché è sorta la necessità di riabilitare la ricerca e l'osservazione scientifica. E poi, non confondiamo l’Italia con il resto del globo che, meno impacciato da concordati e concordanze, può discordarsi e raccordarsi a livelli diversi. Infine aggiungo un altro aspetto: i rapporti umani, un tempo fondati su micronuclei quali coppia e famiglia, sono sempre più spostati verso la comunità, la nazione, l’idea, con relativo allentamento della relazione a due o tre elementi a favore del ‘gruppo’ in senso lato… Tutto questo è segno di un diverso coagularsi delle intelligenze individue e di una diversa percezione della vita, sempre più collettiva, sia nell’ambito del nostro sistema che in quello di eventuali altri (a misura dello sguardo che si va forgiando). Un trimestrale come Scienza e Conoscenza sta iniziando a diffondersi perfino nelle scuole e già parecchi bambini sanno che la storia la fanno i vincitori perché il libro di testo della sorella era diverso dal loro e diceva cose opposte a quello che vanno studiando oggi. L’arte contemporanea dipinge l'etere e la musica riscopre sonorità rituali legate ai momenti della meditazione fino a considerare rituali le onde del mare o il soffio del vento venduti in CD. Solo perché il mondo è ancora pieno di bruchi non si possono ignorare le farfalle che, meravigliose e variopinte, sempre più numerose, vanno levando le stupende ali dinnanzi ai nostri occhi per spaziare verso altre dimensioni. Se pure queste sono inafferrabili dalla fantasia dei più, è solo questione di tempo perché la massa critica di un diverso sentire renda patrimonio dell’umanità intera quel che ora è prerogativa di pochi nuclei, isolati ma diffusi. E che la Natura intelligente si riaffacci alla memoria della nostra specie ricordandole di ricordare.

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Postato da gelsomino
Il 31 Gennaio 2010 alle ore 16:13

Ho visto il film Avatar, di cui si fa un gran parlare , e riflettevo che concetti come quelli di Grande Madre , di una Natura intelligente con la quale ogni essere ,per vivere in equilibrio, dovrebbe porsi in sintonia, al giono d'oggi sono ripetuti sempre più frequentemente ed in ambiti i più disparati, spaziando da quello scientifico a quello artististico.Di contro un loro affermarsi nella vita quotidiana della società umana è lungi dal realizzarsi, e tutto questo anelito ad un modo di vivere diverso ( sognato da chissà quanti miliardi di esseri umani ) resta confinato nel campo della fantasia o nelle ipotesi più azzardate delle scienze di frontiera.

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Postato da sannitica2009
Il 30 Gennaio 2010 alle ore 14:41

Davvero intrigante il post di vanessa; i meccanismi della natura quasi un racconto fantascientifico di mondi alieni. Sicuramente in biologia genetica l’indagine sulla procreazione è fondamentale. Ma credo non è stata detta ancora l’ultima parola, come qualcuno riferiva sul blog tempo fa. Ancor oggi i mitologi per spiegare quello che si crede passaggio dal matriarcato al patriarcato ipotizzano che agli inizi, non conoscendo la fisiologia si "credeva ingenuamente" che facesse tutto la donna, ma poi, capita la funzione maschile, ecco che se ne determinò la supremazia. Ipotesi, credo oggi, un po’ superata da tante scoperte. Ad esempio la conoscenza dei tempi preistorici cambia: “nella piana di Hula in Israele sono emerse testimonianze, risalenti all’Acheulano (facies del Paleolitico Inferire – circa 750.000 anni fa), di spazi abitati, di attività e di utensili che fin’oggi erano ritenuti propri di gruppi vissuti in tempi molto posteriori. Ricostruito dagli archeologi un modello di gestione dello spazio con aree specializzate, il risultato li ha indotti ad ammettere che la capacità di formalizzare concettualmente lo spazio abitato, l’adozione di un assetto sociale non graduale e l’uso di sistemi di comunicazione fra i diversi membri del gruppo, erano stati, fin’ora, erroneamente attribuiti solo all’uomo moderno”. Ho portato questo esempio per dire che forse la conoscenza della procreazione era già nota sin dall’inizio e, per qualche ragione, oltre quella scientifica odierna che parla dei danni che la mancanza di fusione di due corredi ereditari diversi provocherebbe, dalla partenogenesi della donna si passò alla ben nota procreazione. A supporto vi sono le recenti scoperte sulla struttura del DNA in relazione alla nostra origine evolutiva, già rammentate sul blog, che hanno dimostrato che il DNA femminile o mitocondriale (cromosoma X) risale ad oltre 143.OOO anni fa mentre quello maschile (cromosoma Y) è comparso solo 59.OOO anni fa. Ne dovrebbe conseguire che la più antica e, per lungo tempo, unica forma di riproduzione sulla terra è stata quella partenogenetica. Ma di che cosa è frutto il cromosoma Y? A questo proposito ho trovato su internet un libro del 2003 di Marianne Wex, l’unico a quanto dicono sulla partenogenesi umana, 
”Partenogenesi oggi - La forza primordiale della donna di concepire da sè, senza partecipazione di un secondo sesso” in cui l’autrice, nel riportare casi e testimonianze di partenogenesi tra le donne, sostiene che il mondo scientifico, pur non avendo difficoltà a riconoscere la grande diffusione del fenomeno nelle piante, e negli animali cosiddetti inferiori, se deve applicare la partenogenesi ai mammiferi e alle donne ”incontra un grosso tabù”. Cari saluti a tutti.

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Postato da vanessa
Il 30 Gennaio 2010 alle ore 09:34

Giorni fa ero a casa di mia madre e “passando” davanti alla televisione, lei ascoltava una trasmissione a quiz pomeridiana, sono stata incuriosita da una “notizia” sulla chiocciola e sulla sua funzione di procreazione, e si diceva che il suo organo sessuale veniva denominato ‘dardo dell’amore’ in quanto, aculeo che veniva ‘lanciato’ sul partner prescelto, poteva essere paragonato alla “freccia di Cupido”. . . in effetti, pur se non proprio ‘lanciato’, pare che le lumache, che sono degli invertebrati ermafroditi anche se, pur possedendo sia l’organo maschile che femminile, non possono generare per autoinseminazione, si accoppiano in un ‘corpo a corpo’ senza distinzione di sesso, ognuna delle due estrae un aculeo calcareo che impianta nel corpo dell’altro e ovviamente in questa lotta diventa ‘padre’ chi riesce a inseminare per primo l’altro individuo. Ma vi è ancora un’altra curiosità che è quella che l’organo maschile è molto lungo, in alcune specie arriva ad essere ben sette volte la lunghezza del proprio corpo, e quindi quando infine l’inseminazione di una delle due chiocciole è avvenuta bisogna allontanarsi e, così avvinghiate come sono, il solo modo per liberarsi e poter andare via è quello di mordere alla base l’organo, staccandolo, e da quel momento in poi la lumaca più “temeraria” o forse la meno “sveglia”(?) si comporterà solo da femmina. Voi forse starete pensando: “va bè e che vuol dire?” …… a onor del vero la risposta non la ho neanch’io però su queste informazioni che ho letto si dice anche che non è noto se ambedue gli individui adottino questa tecnica per liberarsi oppure se ci sia una sorta di negoziazione per decidere chi dei due dovrà ‘rinunciare alla sua mascolinità’. E qui mi è tornato alla mente quanto viene scritto sull’ ultimo articolo riportato in Elicoide sull’ intelligenza degli animali in cui è scritto “ … fra i bivalvi e i cefalopodi si inseriscono i gasteropodi come categoria intermedia che possiede sia ‘la sapienza della specie, sia dell’individuo’…. ad esempio le chiocciole….”…. e allora mi chiedo non si potrebbe dare una interpretazione diversa e cioè, in questa funzione di distacco, leggervi non una ‘rinuncia’ alla mascolinità ma una ‘conquista’ a quella femminile di pro-creazione? …. Ah la fantasia!!, scriveva catulla qualche post fa, ed è così, presumibilmente il mio pensiero è pura fantasia non avendo nessun supporto scientifico ma in fondo anche la fantasia non fa parte della nostra mente…? e se c’è, una funzione deve pur averla…. o no?

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Postato da gelsomino
Il 27 Gennaio 2010 alle ore 18:19

Sono contento che m_rosa e Segezia abbiamo ricordato i Seminari di Montemonaco, dandomi così l' occasione di ringraziare anch'io la S.P.H.C.I. per quanto ci ha dato modo di vivere e sperimentare in quei luoghi. Anch'io , come Segezia sul momento ho capito ben poco di quanto ci veniva trasmesso con grande generosità e vero spirito di fratellanza ( considerato che i Seminari erano aperti a tutti, iscritti e non ). Ma mi consola la certezza che quei semi sono nel mio ,come nel cuore di chiunque abbia partecipato, per cui , la grande fortuna è esserci stati.

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Postato da segezia
Il 27 Gennaio 2010 alle ore 00:28

Ricordo anch’io quel seminario… e ricordo anche che non avevo in realtà capito niente di quello che stavo vivendo. Cercavo nei simboli di cui si parlava l’idea di un animale ‘totem’ e mi sforzavo di intuire il nesso con la tradizione della nostra Schola… Mai una volta, in quei giorni in cui pure stavo bene di quel bene appagante di cui parla M-rosa, mai una volta dicevo che mi sia venuto in mente che l’animale era già lì, bello e pronto, e che era tranquillamente osservabile nello scodinzolante bisogno di prendere la parola, nella ronronante gioia di stare con il gruppo, nel ringhio sommesso quando si sentiva escluso. Eppure c’era e non era né lupo né colomba, né cavallo né tigre e, forse, neppure del tutto oca: ero semplicemente io. Così, quando si parla di energia animale, oggi penso a quanto spreco c’è in tanti momenti della vita in cui ci si polarizza a cinquantamila obiettivi futili, frammentando quell’intento che una volta era istinto e che potremmo intelligentemente recuperare per realizzare il progetto dell’Idea che ci ha concepito. Dice il Maestro: “anche la materia cerebrale è atomicamente (cioè per disposizione di atomi) diversa dai nuclei nervosi e ganglionali. Il capo umano è lo scrigno prezioso che racchiude tanto tesoro. Vi si arriva per mezzo dei sensi, e si perfeziona con la delicatezza comunicativa dell’ultrasensibile…”. Se dice che vi si arriva ne avrà pure fatto l’esperienza…! Tant’è che altrove asserisce: “A quelli che hanno percorso la via dell’ermetismo magico, pare che non sia da parlare di sensi riposti o occulti, ma di condizioni differenti della coscienza quando impressioni più delicate si ricevono con precisione senza saperle attribuire ai cinque sensi noti a tutti gli uomini”. E dunque eccoci sulla via, sacchetto in spalla, pazienza a volte scoppiettante a volte no, a sorridere dell’animaletto che Kremmerz nei suoi dialoghi ebbe a definire ‘graazioso’ ma che era e rimane tutto da scoprire…!

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Postato da m_rosa
Il 26 Gennaio 2010 alle ore 17:12

Anch’io ho letto con molto interesse l’ultima “Parola al Maestro” e mentre ero li che riflettevo, al di la delle considerazioni razionali, mi è tornato alla mente un flashback di qualche anno fa, quando partecipai a un seminario organizzato dalla S.P.H.C.I., a Montemonaco presso il Centro Elissa, In quell’occasione, lo spiego per chi non avesse partecipato, si era affrontato, sempre usando il metodo ermetico,, ovvero un approccio a tutto campo, comprese dunque le sperimentazioni pratiche, proprio il discorso sull’energia animale. Si era riusciti, in quei pochi giorni, sicuramente perché sapientemente guidati, a stabilire o più correttamente, forse, a ristabilire, quel legame tra la nostra Natura e la “ Natura madre, il grande universo della natura cosmica”. E’ vero che poi tornando al tran tran quotidiano, facilmente il contatto si perde, però basta poco, una parola, una frase, un profumo, un colore, un sapore anche, che tutto ritorna e quel senso di pienezza, di star bene, di equilibrio, dove tutto è nel posto giusto, torna. Non smetterò mai di essere grata alla nostra Schola per tutto ciò che nel tempo ci ha donato, per solo amore del Bene.

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Postato da sannitica2009
Il 26 Gennaio 2010 alle ore 10:58

La continuazione di “Pensiero e sensazioni nella filosofia ermetica di Giuliano Kremmerz” è stata una lettura molto istruttiva per quanto complessa. E’ incredibile la modernità con cui Kremmerz tratta gli elementi fondamentali della filosofia ermetica e per lo meno a livello concettuale si ha un quadro più chiaro. Capisco pure che solo la pratica che sottostà a questi concetti può essere realizzativa, ma avere una intelligenza migliore del percorso evolutivo, grazie proprio alla chiarezza espositiva, aiuta ad acquisire una motivazione per così dire più “scientifica”. Rileggendo il “Credo” del Kremmerz mi spiego più concretamente il significato di “Io credo nell’Intelligenza arcana che dà all’essere la coscienza del vero” e a quanto lavorio sia sottoposta una acquisizione del genere. Mi ha anche fatto riflettere il fatto che “la psiche obbedisce alla educazione che le si imprime profondamente” e penso ai disastri che possono fare genitori e insegnanti “incompetenti”. E’ significativo vedere come alcuni figli si modellino alle idee dei loro genitori o dell’opinione corrente, e come altri invece siano del tutto ribelli. Ricordo di essere stata sempre ribelle da bambina e, col passare del tempo, io stessa non capivo cosa volessi veramente e a cosa istintivamente mi ribellassi. Certo non è facile intuire da parte dei genitori il limite tra lasciare libertà all’essere che viene al mondo e l’educazione necessaria. Credo però che la tensione profonda (e non per moda, per irresponsabilità ed egoismo) alla libertà di se stessi sia molto importante, come è importante capire che può essere solo il frutto di un lavoro sapienzialmente diretto e regolato da chi ne ha le chiavi tradizionali. Voglio dire che mi pare capire che la pratica della tradizione ermetica della SPHCI, concilia i due aspetti conducendo, attraverso regole e metodologie, alla libertà psichica. Sembra una contraddizione in termini ma in effetti non è così, perché oggi per me la vera libertà, quella mentale, coincide con uno slancio d’amore profondo verso l’unità.

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Postato da m_rosa
Il 25 Gennaio 2010 alle ore 20:19

anch'io, dopo aver letto il libro di Dan Brown, sono andata a cercare informazioni in internet sulla noetica, ed ho trovato un sito che all'inizio mi ha incuriosito perchè propone di utilizzare le forze del pensiero per guarire, o almeno migliorare, la situazione degli ammalati, poi però si scopre che per poter accedere agli aiuti occorre iscriversi e per iscriversi occorre pagare. La Schola del Kremmerz, invece, è totalmente gratuita e unicamente finalizzata al trionfo del Bene, e "qui vult capere capiat" saluti a tutti

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Postato da catulla
Il 23 Gennaio 2010 alle ore 16:17

Gli elementi chiave del metodo scientifico sono l'osservazione sperimentale di un evento, la formulazione di un'ipotesi causale e la possibilità di controllo dell'ipotesi mediante osservazioni successive. Tutto ciò rende la noetica (sostenitrice dell’esistenza di una consapevolezza universale capace di cambiare non solo la percezione ma la struttura della materia) una pseudo-scienza. Almeno per il momento. Ciò che trovo interessante e degno di nota nella teoria della morfogenetica di Sheldrake è il postulato per cui il pensiero (conscio ed inconscio) che lavori all'unisono in un gruppo di esseri umani possa arrivare a creare una risonanza morfica capace di generare il cambiamento di percezione e addirittura di realtà (materiale). Si tratta, tuttavia, di un postulato, cioè della fase due del metodo scientifico che, in quanto transitoria verso la fase tre (controllo mediante osservazione) evidenzia come la noetica sia per il momento una scienza ‘pseudo’: non nel senso etimologico greco di ‘inganno’ ma in quello corrente di ‘ancora da dimostrare’. Credo quindi rischioso associare la scienza ermetica al termine ‘noetica’ in quanto la scienza (questa si) ermetica vanta una tradizione plurimillenaria che dà ai suoi praticanti la coscienza della certezza dell’azione. Come poi si diventi ermetisti è da domandare alla SPHCI che, come da evidenze, custodisce il patrimonio sapienzale, documentale e… umano atto a realizzare in pratica quanto enunciato dalla teoria. E il fatto che il Kremmerz, fondatore di una Schola preposta a tramandare quanto sopra, abbia vincolato alla terapeutica l’applicazione della scienza ermetica, è qualcosa anzitutto di ammirevole (specie perché GRATUITO e non in concorrenza con la scienza ufficiale, come tante altre, appunto, pseudoscienze) e poi di illuminante, poiché si evidenzia che solo la materia sana pensa in modo sano (ciò che attualizza e ridefinisce ilcelebre assioma di Giovenale “Mens sana in corpore sano”) e che il corpo non è da mortificare o gettare come una cartina di caramelle ma da imparare a USARE per ritrovare il senso della vita. E stante a quel che si legge e si sente ogni giorno, pare proprio che recuperare il SENSO DELLA VITA sia la sfida di questo secolo.

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Postato da segezia
Il 21 Gennaio 2010 alle ore 23:57

Si ha certezza che una nuova vita si va costituendo nell’utero della madre perché il battito di un cuore, come un nocciolo magnetico, si autoalimenta fino al raggiungimento della forma che gli consentirà di essere autonomo nella generazione e rigenerazione. Anche una rete vivente può essere vista così: attiva grazie a un centro pulsante che si autoalimenta, mentre integra costantemente al proprio principio quegli elementi che possono contribuire al raggiungimento della forma che pienamente lo manifesterà. Dopo il disastro di Haiti ho sentito dai notiziari che i singoli Stati hanno concesso passaggi aerei, aiuti, mezzi e coordinato le forze per soccorrere la zona ferita: comportandosi, di fatto, come se l’umanità globale fosse un organismo. Così come la crisi finanziaria, avvenuta in un punto del mondo, si è riverberata in tutte le altre parti, altrettanto ha fatto il sostegno nella crisi dando prova dell’esistenza di un vero nascente essere nuovo. E sempre più la rete telematica avvolge l’umanità interconnettendola di consapevolezza: come una corteccia che scambia informazioni e riflette la sintesi arricchendo e affinando l’esperienza…: Acquario, individualità cosmica e – come disse un illuminante seminario tenutosi diversi anni fa a cura della S.P.H.C.I – “ritorno alla sorgente primordiale”. Anche il marzo prossimo avremo un incontro: questo celebrante il centenario della Pragmatica Fondamentale. È l’anniversario del patto tra un Principio Vitale e il Suo organismo, tra il Cuore pulsante che per gerarchia naturale dà impulso ai centri concentrici in seno a cui opera, e il corpo che lo manifesta, la Miriam. Ora sento parlare di noetica e mi sembra logico: se ai tempi di Leonardo si intuiva la possibilità di coltivare le tante modalità dell’Uno inteso come microcosmo umano, oggi si intuisce la possibilità di coltivare le tante modalità dell’Uno inteso come macrocosmo umano…: ma sempre Uno. Forse fra altri cento anni il raggiungimento della massa critica ipotizzata dalla morfogenetica di cui parlava Catulla (?) farà si che l’umanità fissiquindi al principio della propria specie, o istinto che dir si voglia, un tassello in più da cui partire in orizzontale per un nuovo giro nella spira elicoidale. Ma ora come allora non si può negare il fatto che reti e corpi si costituiscono per attrazione d’Amore intorno ad un magnete. Per l’intanto quindi, la noetica di Dan Brown e affini credo possa essere grata a quei Lumi in virtù dei quali l’idea di una scienza delle scienze comincia a dar segni di vita anche nella percezione ufficiale… sebbene con tutti i limiti e le storture che, fatalmente, l'EGO piccino porta e comporta. Da secoli.

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Postato da sannitica2009
Il 21 Gennaio 2010 alle ore 10:28

Grazie a SPHCI per l’inserimento dell’articolo apparso sul Roma che, diversamente, sarebbe stato difficile procurarsi e che diffonde l'idea supremamente umanitaria del Kremmerz e della sua scuola. Vorrei fare una considerazione che, apparentemente, non riguarda l’articolo. Mi colpisce molto come nel corso del tempo, anche in quello della nostra vita e quindi verificabile, le parole o interi concetti cambino il loro significato originario, snaturandosi, per assumere altri contenuti, che si rispecchiano nella ordinaria comprensione. Da dove parte questo processo non è facile capire, ma sicuramente il cambiamento di significato è strumentale all’impiego pratico o all’applicazione della tale parola nel contesto sociale in cui si vive. Basta vedere quanti significati ha la parola istinto a seconda della specializzazione che si ha. Questo fenomeno, che credo ci sia sempre stato, porta, per me, ad una confusione babelica dove pare che si parli la stessa lingua, ma ognuno intende sotterraneamente o visibilmente tutt’altro. Questo è anche uno dei tanti motivi per cui apprezzo enormemente l’insegnamento – se così si può dire - del Kremmerz che suggerisce di indagare sempre sull’etimologia delle parole e di riflettervi, e che dà una finalità terapeutica, esclusivamente disinteressata, come applicazione di ciò che si può acquisire nella sua scuola. Casualmente ho letto che oggi esiste una scienza o pseudo tale, la noetica, utilizzata anche da Dan Brown nel romanzo “Il simbolo perduto”, che indaga la capacità della mente umana di influire direttamente sul mondo fisico. Guardando i siti di più di un’associazione che propone corsi di noetica vedo che la presa di coscienza di tale possibilità è finalizzata anche al business. Dicono che il benessere delle persone che lavorano nelle aziende porta incremento economico, oppure che la noetica serve alla migliore espressione della creatività nelle varie professioni. Dicono che l’equilibrio psicofisico è fondamentale - quindi per noetica bisogna intendere l’attività mentale consapevole fatta anche di fisicità sensoriale- per la propria crescita, ma subito dopo aggiungono per avere successo. Senza voler giudicare perché ne ho una conoscenza superficiale, penso che solo in una finalità disinteressata vi è la possibilità di crescere veramente. Diversamente il successo potrebbe intendersi anche come sopraffazione altrui. Resto sempre più convinta che la purità degli intenti è fondamentale e, devo dire, che non l'ho mai trovata veramente coerente se non in ciò che ho appreso della SPHCI

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Articoli

Dal Quotidiano L’Opinione – Roma, 16 Aprile 2010
Dal Quotidiano L’Opinione – Roma, 16 Aprile 2010

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NTERESSANTE SPACCATO GRAFOLOGICO SU GIULIANO KREMMERZ
"Il Roma" di Napoli del 9 aprile 2010

INTERESSA..
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COMUNICATO STAMPA
COMUNICATO STAMPA - E Polis di Bari del 2 aprile 2010
..
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Segnalazioni
e recensioni


GIULIANO KREMMERZ

I dialoghi sull’Ermetismo
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L’approdo nel Nuovo Millennio
Da: S.P.H.C.I. Giuliano Kremmerz – La via della Rosa - Editr..
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Le Lunazioni I II III ciclo dalla Medicina Sacerdotale e
Da: S.P.H.C.I. Giuliano Kremmerz – La via della Rosa - Editr..
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ULTIMI COMMENTI

Postato da: sannitica2009 il 08.09.2010 alle 10:36
Già da qualche giorno sto sperimentando il Ledum palu
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Postato da: segezia il 07.09.2010 alle 00:53
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Postato da: mandragola116 il 03.09.2010 alle 21:43
Molto utili le osservazioni e leprecisazioni di sciarparossa
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Postato da: sannitica2009 il 03.09.2010 alle 15:05
Apprezzo molto e ringrazio la Direzione per la pubblicazione
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Postato da: sciarparossa il 02.09.2010 alle 22:50
Buona sera a tutti, ho appena ricevuto le lunazioni di sette
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Postato da: sannitica2009 il 02.09.2010 alle 18:06
Concordo con gelsomino e segezia . Ma mi ha anche fatto rifl
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Postato da: segezia il 01.09.2010 alle 17:06
Yes, we can. Così Obama vinse le elezioni U.S.A. Ma p
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Postato da: gelsomino il 31.08.2010 alle 19:52
Ho letto nella Parola al Taumaturgo la II parte della Cura c
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Postato da: catulla il 30.08.2010 alle 23:54
Siamo ancora nella bianca Luna di Zyp che nel secondo ciclo
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