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01 Gennaio 2010

2010 – UN ANNO ALL’INSEGNA DELL’AMORE

Felice Anno Nuovo a TUTTI!

Che ogni pensiero sia concepito con Amore
Che ogni parola sia pronunciata con Amore
Che ogni atto sia compiuto con Amore

… e che ci sia concesso, come auspicato un secolo fa da Giuliano Kremmerz il potere “…di concedere l’amore, perché un giorno non lontano i popoli possano issare sui pinnacoli dei tempi di tutti gli dii, il vessillo di pace tra Cielo e Terra, e la Taumaturgia diventi il potere di ogni umano…”.

Grazie a tutti i Fratelli e le Sorelle e grazie agli amici del blog di Kremmerz.it per il coro di auguri. Grazie per le tante e affettuose manifestazioni di solidarietà, per le sincere testimonianze e il sano orgoglio di chi si sente unito alla Delegazione Generale e tramite ortodosso della Schola, e ancora grazie per la preziosa collaborazione nel divulgarne e promulgarne la piccola-grande opera di Bene e di Salute.

AD MAIORA!!!

P.S. Coloro che volessero prenotare un invito per partecipare all’evento celebrativo del 21 marzo p.v., possono contattarci, telefonicamente o via mail, ai recapiti pubblicati nel sito www.kremmerz.it, e sarà loro risposto privatamente.


Postato da sphci alle 18:57

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Postato da catulla
Il 21 Gennaio 2010 alle ore 00:58

Le segnalazioni contenute in Elicoide sono davvero un gioiellino messo a disposizione da S.P.H.C.I. Leggevo infatti in quella pubblicata oggi come al Centro Congressi di Napoli si sia discusso di intelligenza… In particolare mi hanno colpito alcuni passaggi della recensione dell’intervento di Mainardi. E cioè: “Gli animali che riescono ad immaginare la soluzione possiedono la capacità di pensarla e metterla in atto nella realtà”. Kremmerz diceva che immaginare bene vuol dire concepire l’idea della cosa da creare nel campo interiore senza luce dove risiede l’utero inafferrabile della creazione (IV dialogo)” e, a quanto pare, questo si verifica anche negli animali. Ed ecco un altro passaggio della recensione: “La differenza con gli animali sta – a detta degli studiosi - nella tensione verso il sacro (L. Caramiello- G. Borzacchiello)”. E più avanti la definizione di sacro: “capacità di trascendere la propria situazione e di proiettarsi in territori alternativi”. Tuttavia, questo proiettarsi alternativo, presente anche negli animali, farebbe pensare al sacro come presente ovunque, non solo nell’uomo… Dunque cosa avrebbe questi in più rispetto all’animale? Forse allora il problema è posto male. Forse bisognerebbe intendere che i confini, tutti i confini, sono una convenzione di comodo. Forse l’essere umano copre una gamma di percezioni che è propria della sua specie e raggiunge la conferma della propria specie nel momento in cui integra la coscienza della propria esperienza individuale con il sapere istintivo. E questo è il SUO contatto con il sacro. Ciò che non toglie che ce l’abbia anche qualsiasi altro essere. Nel post di Vanessa di qualche giorno fa si faceva riferimento a un sistema autopoietico dove i cambiamenti strutturali non intaccano il modello reticolare di organizzazione tipico di una rete vivente. Aggiungerei che se “la vita non è solo materia ed energia ma anche informazione intelligente” essere collegati al principio informatore significa essere collegati alla vita, senza fine né principio…: da cui probabilmente il fui, sum, ero menzionato dal Kremmerz e che nella suddetta recensione chiude la disamina di ciò che è pensiero. Perché solo umano? E se questa unione fosse per l'uomo ciò che è il diamante per un cristallo?

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Postato da mandragola116
Il 17 Gennaio 2010 alle ore 14:48

Buona Domenica a Sphci e al caro Blog. Qualche giorno fa ho sentito due notizie che segnalo per chi non le avesse sentite: il caso paradossale di una persona ex-cieca miracolata che, riacquistata completamente la vista, lotta invano da oltre dieci anni per farsi togliere la pensione dei non vedenti; e il caso di una signora priva della cornea ad un occhio e con una malformazione esterna, che durante un viaggio a Lourdes ha improvvisamente riacquistato la vista. Ad oggi per la scienza medica che l'ha analizzata risulta completamente guarita , ci vede bene pur restando senza la cornea ( notizia data dal TG Studio Aperto). Vediamo così che una funzione sensoriale è stata ripristinata pur mancando l’organo. Grazie a quale meccanismo fisiologico? (Riportava segezia qualche post fa un parere avuto nella Schola:) “se si pensa alla cellula come a un’entità in grado di imparare dall’esperienza delle cellule circostanti… chissà! Forse si potrebbe anche arrivare a ripristinare la funzionalità di un nervo leso!” Questo potrebbe valere anche per le altre cellule destinate alle varie funzioni e non solo le staminali? (Diceva mammola verde:)“Ogni cellula staminale si riproduce generando due cellule, una che si polarizza, differenziandosi irreversibilmente, e l'altra destinata a rimanere indifferenziata, anch'essa staminale.”E se fossero proprio quelle cellule staminali non finalizzate e quindi neutre a intervenire, spinte da un comando interiore o mentale (per esempio tramite la preghiera), per ricostruire quello che ci viene a mancare? Queste parti neutre che formano un budget a disposizione del corpo di un essere mi sembrano come la plastilina che può assumere qualunque forma nelle mani di uno scultore/trice… Mi viene in mente anche l’Amore con l’A maiuscola come lo immagino io, in afflato verso la Mater, la Matrice universa ricordata da smeraldo88 e quindi nella messa in moto del meccanismo di auto guarigione profondo su cui si basa la terapia ermetica della Miriam. Grazie e a presto

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Postato da catulla
Il 17 Gennaio 2010 alle ore 01:11

Il Diamante Azzurro consigliato in questa luna mi ha ricordato quel diamante azzurro che consente ad Aladino di entrare nella grotta delle meraviglie… La Monroe diceva che i diamanti sono i migliori amici delle ragazze ma a me l’azzurro legato alla parola che significa ‘invincibile (diamante deriva dal greco antico ‘adamas’) continua a ricordare il principe (o principio?) delle favole... Diamante = Cristallo di carbonio I suoi atomi hanno una disposizione geometrica regolare che a sefonda della modulazione aumenta la capacità di rifrangere la luce. Però, essa, comunque sia, è divenuta FISSA e inalterabile: né più, né meno. Nella favola, chi riesce ad ammantarsi di questa capacità può penetrare là dove il desiderio diventa volontà ed il genio appare ogni volta che si sfrega la lampada… Chissà se il marchese del gatto con gli stivali (che aveva il carato basso - CARABAS) alla fine possiede anche lui un diamante? Comunque diventa azzurro tanto da sposare la figlia del Re... Ah, la fantasia!

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Postato da segezia
Il 15 Gennaio 2010 alle ore 00:23

Una lezione di inglese alla quale partecipavo ad un certo punto si era soffermata sulla caratteristica della parola “information” (informazione/informatica) per spiegare perché in inglese il termine NON è NUMERABILE (e non si può chiedere UN'informazione). Così, fra i vari esempi citati, c'era quello che riporto qui di seguito e che mi pare illuminato dallo stesso principio di cui si va parlando in questi giorni nei post. “Con informazione, si intende il CORPO da cui si evince l’elemento richiesto e senza il quale l’elemento richiesto non avrebbe senso. Ad esempio, se chiedete – dov’è piazza Garibaldi? –chi vi risponde si riferisce alla mappa della città che ha nella sua mente per tracciarvi il percorso da compiere. Così, non è possibile dire che INFORMAZIONE sia il sito di piazza Garibaldi prescindendo dalla topografia di cui piazza Garibaldi costituisce un elemento. Né il passante può dare l’informazione intera, perché nulla se ne farebbe il turista occasionale intenzionato a trovare la sola piazza Garibaldi. Ecco perché in inglese non si può chiedere ‘una’ informazione ed ecco perché gli inglesi hanno ragione a definirla non-numerabile…”. Ed ecco perché senza il principio formale che sottende ai vari elementi di un tutto quegli elementi perdono di significato...a qualunque tutto essi appartengano.

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Postato da vanessa
Il 14 Gennaio 2010 alle ore 23:48

Leggendovi mi è tornato alla mente un articolo letto mesi fa su “Scienza e Conoscenza” n. 26. intitolato ‘Il cancro e la ricerca del senso perduto’ che è poi anche il titolo del libro scritto dal ricercatore Pier Mario Biava e ugualmente interessante ho trovato, personalmente, anche la prefazione al libro scritta da Ervin Laszlo, filosofo e teorico dei sistemi. Mi scuso in anticipo se sarò un po’ lunga ma è imprescindibile riportare integralmente dei passaggi per mia incapacità di esprimerli in modo differente per il timore di alterarne il significato scientifico ma voglio condividerli perché ho trovato questa lettura molto chiarificatrice del funzionamento di concrete interconnessioni. Biava:”Negli ultimi tempi molti importanti esperimenti nel campo della ricerca sul cancro hanno evidenziato che l’aggressività e l’invasività di diversi tipi di tumore sono dovuti alla presenza nel loro contesto di cellule staminali alterate” Laszlo:”La scoperta del Dott.Biava è che le cellule maligne non sempre richiedono di essere asportate, irradiate, o chimicamente distrutte: esse possono essere riprogrammate verso il normale funzionamento. Questo è un modo di pensare radicalmente diverso. Come suggerisce il termine “programma” la cura delle cellule maligne coinvolge l'informazione, un elemento importante fino ad oggi trascurato. L'informazione si trasmette non solo quando parliamo, scriviamo o comunichiamo in altro modo; l'informazione è anche presente in natura dove risulta assolutamente fondamentale. Come un fattore sottile, scoperto relativamente di recente, essa sta sotto “l'entanglement” ovvero “l'intreccio” fra particelle e la loro “non-località” nel mondo microscopico. Nel mondo della vita l'informazione sottende la coerenza delle parti che costituiscono l'organismo, che è poi la coerenza di tutto l'organismo”. Biava:”La caratteristica di un sistema vivente è quella di cambiare continuamente, mantenendo però la struttura reticolare di organizzazione. Un sistema vivente si adatta strutturalmente in modo intelligente al suo ambiente, ossia mantiene con esso continue interazioni, ciascuna delle quali innesca continui cambiamenti all’interno dell’organismo stesso. Tali cambiamenti di struttura influenzano i successivi comportamenti sicchè si può sostenere, in ultima analisi, che il comportamento di ogni organismo vivente è determinato dalla sua rete strutturale. Humberto Maturana e Francisco Varela, fondatori della teoria di Santiago della cognizione, sostengono che la cognizione è strettamente connessa all’autopoiesi, ovvero all’autogenerazione che contraddistingue le reti viventi. La caratteristica che definisce un sistema autopoietico è quella di andare incontro continuamente a dei cambiamenti strutturali, mantenendo, allo stesso tempo, il proprio modello reticolare di organizzazione, inoltre specifica da sé anche quali stimoli dell’ambiente devono attivare questi cambiamenti, conservando la libertà di decidere a quali stimoli prestare attenzione e quali altri evitare nel caso siano in grado di disturbarlo. In questo senso i cambiamenti della struttura all’interno dei sistemi viventi sono, nella teoria di Santiago, atti cognitivi. Il cancro è un sottosistema che non comunica più con il resto del corpo, una comunicazione che invece viene ristabilita attraverso la coerenza e la connessione dell’informazione prodotta dalle cellule staminali. L’approccio terapeutico che sta alla base del nuovo indirizzo intrapreso si basa sul presupposto che la vita, il vivente non è solo materia ed energia ma anche informazione intelligente. Una terapia informazionale che, attraverso i fattori di differenziazione delle cellule staminali riprogramma, “resetta” il sistema, costituisce il contributo originale alle terapie già presenti in campo oncologico, ma va oltre e comunica altro” E qui, pregandovi di non volermene per la mia incapacità di sintesi e augurandovi una buona notte, concludo con una domanda/risposta di Laszlo:” Perchè un medico ed un ricercatore ha chiesto a me, filosofo e teorico dei sistemi, di scrivere una prefazione a questo libro? E perchè io ho accettato di scriverla? La risposta ad entrambe le domande è la stessa. Risulta che, sebbene noi abbiamo avuto punti di partenza molto diversi - Biava è partito dal tentativo di trovare una cura per il cancro ed io dal tentativo di vedere quali intuizioni fondamentali stiano dietro le scoperte scientifiche - alla fine siamo arrivati alle stesse conclusioni. Il mondo non è un aggregato meccanico di parti separate e separabili, ma un'unità organica, una gerarchia in cui il tutto si annida nel tutto, ovvero una gerarchia di “oloni” per usare il termine suggerito dal filosofo-scrittore Arthur Koestler.

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Postato da m_rosa
Il 13 Gennaio 2010 alle ore 20:55

Growth Factor: fattore di crescita, evoluzione, progresso. Ho sempre pensato che il limite della fisica moderna fosse quello di non considerare tra le forze-energie che muovono la natura, l’amore, e invece, grazie agli ultimi post, mi rendo conto che questo concetto sta facendo capolino nella scienza “profana”, cos’è infatti che “fissa nell’attimo che vola”? E’ una forza concreta, fisica, in grado di trasformare ciò che può essere in ipotesi, in qualcosa che è concretamente. Crescere è modificare, ampliare, sviluppare, e cos’è che amplia le nostre capacità di penetrare, che aumenta la nostra visione, che la rende più profonda, più complessiva perché non mettiamo più solo noi stessi al centro dell’universo, ma anche ciò che amiamo? L’Amore, naturalmente. Scusatemi amici, non riesco ad esprimere bene quello che sento, sicuramente non mi sono fatta tanto capire, ma è un’esperienza quella che cerco di spiegare, un’esperienza non solo fisica e non solo psichica, è un risintonizzarsi con la Vita, sentire e sapere che il Bene, la possibilità di Bene, di Equilibrio, Salute, esiste, è in noi, basta trovare il modo, e Kremmerz il modo ce lo ha indicato. E con questo afflato di affetto che sento questa sera per tutti, vi auguro una notte ristoratrice e rigenerante

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Postato da catulla
Il 13 Gennaio 2010 alle ore 19:37

A proposito dei trapianti e del quesito posto da Mandragola: credo che il trapianto sia da vedersi come l’espressione in campo medico di una visione contemporanea portata all’antropocentrismo. Spiego: se non si riesce a concepire un Progetto Universo senza chiamarlo Dio-che-si-è-fatto-uomo, si resta imprigionati dalla necessità di ricondurre tutto all’essere umano, ivi compresa la sua forma individuata che va preservata a tutti i costi così come uno se la costruisce. Perciò ci si concentra non sul principio che l’ha originata ma sulla parte finale. Come a dire: QUANDO IL DITO INDICA LA LUNA L’IMBECILLE GUARDA IL DITO. Da qui l’idea del pezzo di ricambio che guida anche l’approccio terapeutico ufficiale... fino ad ora. Pinocchio, laido e mentitore, resta asino finché non ammette di essere un burattino e si dà da fare per cambiare. (E a dirla tutta preferisco la bacchetta della Fata Turchina al dito proteso verso Adamo nella cappella Sistina. Ma naturalmente è un parere del tutto personale…)

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Postato da mandragola116
Il 13 Gennaio 2010 alle ore 08:45

Buongiorno. Per Catulla: trovo sempre molto interessanti le notizie che ci dai e anche mammolaverde che rileggevo a proposito delle cellule staminali. E' affascinante la funzione di queste cellule primitiva nel corso dello sviluppo umano fino alla vecchiaia. Ma nella ricerca per l'utilizzazione nella cura delle malattie che come dite si avicina alle teorie della scienza ermetica, perchè si insiste sulla linea dei trapianti? Perchè si utilizzano le staminali di un donatore? Secondo me questa non è la strada...forse lo fanno in extremis? p.s. ora me lo domando anch'io, ma nel post se lo chiedeva fulva! Ciao affettuoso a tutti

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Postato da catulla
Il 13 Gennaio 2010 alle ore 00:42

A proposito di coincidenze… Mi è venuto in mente quello che leggevo un po’ di tempo fa in seguito a quanto dettomi da degli appartenenti alla Schola circa le risonanze morfogenetiche… Il termine fu coniato dal biologo Rupert Sheldrake il quale sosteneva che in ogni momento la nostra vita è influenzata da misteriosi processi di risonanza creati dall’uomo (sia consciamente che inconsciamente), dal mondo animale, dall’ambiente circostante, dall’Universo e che tali processi possono essere dimostrati; ed inoltre che lo stesso fenomeno, nel ripetersi, crea un campo morfogenetico in quanto le vibrazioni, nella risonanza, si rafforzano. Secondo la teoria di Sheldrake, non soltanto i suoni ma anche gli avvenimenti creano risonanze. Sempre lui postulava che se una buona parte dell’umanità avesse raggiunto un certo livello di consapevolezza, questa stessa consapevolezza si sarebbe estesa per risonanza morfica ad altri gruppi, coinvolgendo quindi l’intero sistema (questo numero di persone, o comunque di individui appartenenti ad ogni altra specie in cui si sarebbe verificato un fenomeno analogo Sheldrake lo chiamò “massa critica”). Dunque, riprendendo il post di Mandragola, non resta che domandarsi con lei da dove sorse il fermento che tipizzò l’inizio '900 nelle arti figurative, nella scienza e fino alla letteratura, alla poesia al modo di pensare… Resta qualche interrogativo sul concetto di ‘femminile’ che credo di intuire sia più da correlarsi al principio da cui scaturisce la materia: qualcosa che nel corpo universo potrebbe essere analogo al gene COXI del DNA mitocondriale del corpo umano (gene che si occupa della reazione che porta alla formazione di ATP, una molecola che permette di scambiare e trasportare energia a livello cellulare). Insomma, come sempre, da un interrogativo altri mille…

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Postato da fulva87
Il 12 Gennaio 2010 alle ore 21:33

Carissimi ben ritrovati. La Schola, posso testimoniarlo tranquillamente e insieme a tanti altri, ha anticipato molto davvero in parecchi anni di attività miriamica di studio e sperimentazione promossa e incentivata dalla Delegazione Generale: dalle Accademie al Centro Studi di Montemonaco, passando per i seminari, i convegni itineranti, gli incontri interattivi, le pubblicazioni ecc. E tutti, miriamici e non, abbiamo abbondantemente attinto a questa messe di idee luminose che hanno ispirato il fare della nostra stessa esistenza. (Qualcuno lo ha fatto da predone, ma cavoli amari suoi!) Del resto è prassi della nostra tradizione che i Maestri seminino e per quello che nel mio piccolo può essere una constatazione, quando lo fanno lo fanno davvero a beneficio di tutti, non solo degli appartenenti alla Schola, non solo per la specie umana. Come amano ribadire di continuo lanciano input evolutivi, come ha fatto il Fondatore della Fratellanza di Miriam e come hanno continuato a fare i Suoi Successori. Basta consultare i documenti storici, ad esempio le testimonianze di coloro che furono i miriamici ermetisti sperimentatori di inizi ‘900, alle prese con la coscienza e il mondo scientifico d’allora che, ricordiamo, era un bel mondo, si era agli inizi di un tale cambiamento a tutti i livelli- nella società, nella cultura, nella scienza, nell’arte! Ma il dubbio sorge spontaneo: tutto quel fermento creativo chi glielo ha dato a quel momento storico? Strano che con l’apparire sulla scena di una figura emblematica come Giuliano Kremmerz e della sua I-DEA incentrata su di una MATRIARCHIA d’AMORE, sul MATERIALISMO SACRO e SULL’UNITA’ DELLA MATERIA, improvvisamente si assista ad una vera e propria esplosione nel sociale a tutti i livelli, e non solo in ambito terapeutico, di idee, ricerche, leggi, incentrate sul femminile e sulla materia stessa. E altro. Ad esempio, nel mentre si risvegliano gli archetipi e nasce la psicanalisi, le fasi alchemiche si appendono in salotto, rappresentate ad oltranza nelle opere dei grandi artisti come Duchamp. E ancora, il primo importante Manifesto futurista quello che sancì i fondamenti del rinnovamento nell’arte, figurativa e non, di tutto il secolo XX, è del 1909, proprio l’anno di costituzione della Pragmatica Fondamentale! Ma che strana coincidenza! Sarà il Caso?

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Postato da mandragola116
Il 12 Gennaio 2010 alle ore 18:10

Ringrazio per quest’augurio e ricambio Sphci con tutto l’amore che posso. Ho seguito la discussione sul blog e l’ho trovata estremamente importante e utile per inquadrare con maggiore consapevolezza il percorso miriamico e la visione scientifica della Schola. In particolare ringrazio smeraldo88 per averci partecipato le informazioni di cui si è approvvigionato/a. E’ di grande conforto sapere che ci sono medici d’intelligenza che stanno sperimentando una collaborazione con la terapeutica ermetica. Segno che i tempi sono maturi perché la scienza ufficiale, in particolare la medicina che è sempre stata abbastanza chiusa a suggerimenti esterni, allarghi la propria visione per… amore…della salute e della vita? Sul “mitocondrio cellulare ereditato per via esclusivamente matrilineare” e portatore di un patrimonio genetico antichissimo, che si dice derivi da una prima madre chiamata dagli scienziati Eva dalla quale sarebbero scaturito poi tutto il resto, insieme a quello che dice la scienza ermetica sulla matrice originaria, mi domando se il fatto che nella Fratellanza c’è bisogno in particolare della maternità per richiedere l’aiuto terapeutico non sia proprio per l’esigenza su basi scientifiche, concreta e funzionale, di agire mediante la parte femminile nel cui utero ci siamo formati e che ci ricollega al principio genetico femminile iniziale che ha dato input alla vita di tutti. Mi sto arrovellando? A proposito di cicli… Mitocondrio= nutrimento/energia =fuoco/amore? Mito...condrio=non a caso nel mito e nella storia troviamo le donne a salvaguardia e al mantenimento del fuoco, antico simbolo sacro di collegamento col divino, mooooooolto dopo collegato al focolare familiare! Comunque, sia all'ara templare o alla stufa domestica, sempre lambiccagioni mitocondriali sembrano! Abbracci affettuosi.

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Postato da smeraldo88
Il 10 Gennaio 2010 alle ore 17:44

Accolgo gli auguri di S.P.H.C.I. ricambiandoli con tutto il cuore ed estendendoli a tutti gli amici del blog. Il 2010 entra nel blog di kremmerz.it all’insegna dell’amore, da una parte, e della scienza d’avanguardia, dall’altra. Meglio di così?! Oltre alla splendida trovata di Alberoni sulle staminali dell’anima, segnalata da sciarparossa, anche l’eretica teoria di Roberto Monti, segnalata da catulla, lascia molto da riflettere. Non ho letto l’intervista a Monti ma mi colpisce molto la frase riportata sui risultati terapeutici strabilianti che si potrebbero ottenere esplorando e sperimentando le nuove frontiere della scienza o, sarebbe meglio dire, dando fondo alle tante perle di saggezza della tradizione ermetica giunte fino a noi grazie a Maestri del calibro del Kremmerz. Certo, se si riuscissero a integrare le scienze mediche odierne con i dettati metodologici della medicina ermetica, le une farebbero, a mio parere, passi da gigante e l’altra troverebbe finalmente la sua più consona applicazione anche in quelle strutture cliniche, ospedaliere e ambulatoriali deputate alla salute pubblica (come, del resto, il Maestro ebbe a statuire un secolo fa nella Pragmatica Fondamentale). So, perché mi è stato confidato da un esponente della Schola, che già da un po’ di anni alcuni medici specialisti e chirurghi esercenti, soprattutto esterni alla Schola, stanno attuando questo tipo di sperimentazione integrata e, secondo i dati statistici, i gravi casi clinici risolti ammonterebbero al 100% di quelli così trattati. Si attende solo che il tempo confermi l’efficacia scientificamente incontestabile di questa forma di collaborazione fra medicina ufficiale e terapeutica ermetica a distanza: pare si debbano superare i 5 anni dall’intervento chirurgico, o dalla terapia utilizzata ed ermeticamente virtualizzata, per attestare una reale e completa guarigione e poterne così ufficializzare gli esiti. Un’altra considerazione, riemersa alla memoria grazie all’interessante post di mammolaverde ma scaturita dalla mia incorreggibile mania di scartabellare tutto quanto concerne il patrimonio documentale e culturale della Schola, mi riporta nel Centro Studi di Montemonaco della S.P.H.C.I. (al cui materiale di ricerca ho potuto avere accesso), in cui, circa dieci anni fa, sono state formulate ipotesi, allora piuttosto suggestive, sul mitocondrio cellulare ereditato per via esclusivamente matrilineare, ipotesi confortate dalle ultime scoperte sulle cellule staminali e su un nuovo tipo di attenzione rivolta alla fisiologia femminile che, fino a ieri direzionata solo all’apparato riproduttivo e alle sue patologie, inizia oggi ad aprire nuovi orizzonti non solo alla genetica d’avanguardia ma anche, analogicamente, verso quella “Matrice delle forme universe”, oscura e oscurata quanto sconosciuta e misconosciuta, che stando al “Credo” kremmerziano: “…genera le cose, le accresce, le distrugge, le rigenera”, e alla quale è necessario forse coscientemente ritornare per apprendere le leggi della vita e di ogni trasmutazione e rigenerazione. Con oggi le Feste sono terminate, e non mi resta che cogliere l’occasione per augurare buona ripresa di un proficuo lavoro a tutti gli amici del blog di kremmerz.it

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Postato da sannitica2009
Il 10 Gennaio 2010 alle ore 12:32

Scrive mammolaverde che esempi di “possibilità di trasmutazione la natura ce ne offre molteplici, anche in altri regni”. Il mondo antico ci ha tramandato, attraverso il suo proprio modo di descrivere le cose, la sua conoscenza ed il rispetto per questa capacità della natura. Ad esempio con Circe, la dea terribile dalla voce umana, che conosceva il passaggio dal regno animale a quello umano e viceversa. Mi pare anche che l’idea di animalità fosse diversa da quella che oggi abbiamo. Oggi si disprezza un uomo quando si crede che scenda a livello animale, e si dubita persino che gli animali abbiano un’anima (nonostante la parola stessa la indichi). Le culture antiche, prima dell’antropoformismo greco, simboleggiavano gli dei o le forze della natura con teste o con attributi animali. Me lo spiego così: l’animale è parte integrante della natura, non ha possibilità di scelta né di prendere coscienza al di là della sua natura, non può allontanarsi dalla natura. Un esempio fra i tanti, rispetto alla catena alimentare i leoni lasciano resti di carogne ad altri animali, anche se, certo, non lo fanno con la coscienza di salvaguardare le specie, ma è la natura in loro che li spinge ad agire così. L’uomo ha possibilità uniche rispetto a qualunque altra creatura ma se facesse agire la natura che è in lui, cosa che spesso non fa, probabilmente salvaguarderebbe se stesso e l’intero ambiente, e ciò anche nella nostra società industrializzata. Uno fra i tanti esempi del fattibile lo dà Capra, fisico e saggista austriaco, sostenendo che nella catena industriale sprechiamo grandi quantità di materiali, oltretutto aumentando la portata dei rifiuti, utili invece ad altro. Insomma mi chiedo da dove ci è venuta la convinzione che siamo una cosa a parte dell’intero sistema universale? O come dice catulla “probabilmente è questo il punto che non è stato finora considerato dalla ricerca scientifica perché ritenuto ininfluente: l’indissolubilità della relazione uomo-ambiente”. Certo per Natura, si deve intendere quella universale, non solo quella dell’ecologia. Una è la legge che regola i mondi e la vita del più piccolo insetto, mi pare dica il Maestro Kremmerz.

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Postato da catulla
Il 10 Gennaio 2010 alle ore 00:59

Avevo trovato particolarmente stimolante il post di Sannitica che rimandava al già detto lavoro del fisico R. Monti. Così, quando oggi Mammolaverde l’ha ripreso dopo una panoramica davvero preziosa sulle proprietà delle staminali ho cercato di srotolare il filo della matassa dei pensieri che di botto mi si erano coagulati in mente. (Post di Segezia) Le staminali vano bene quando si tratta di ricostituire un tessuto come la cornea, ma non si trova il modo di farle riconoscere dal nervo ottico”. (Post di Mammolaverde) Nerve Growth Factor, scoperto dalla Prof. ssa Rita Levi Montalcini, capace di attivare la neurogenesi ed adoperato, anch'esso per lo più sperimentalmente, in alcune patologie come quelle oculari. (Post di Segezia) “Certo, finché si considera la staminale come un oggetto inanimato (…) Però, se si pensa alla cellula come a un’entità in grado di imparare dall’esperienza delle cellule circostanti… chissà! Forse si potrebbe anche arrivare a ripristinare la funzionalità di un nervo leso!”. (Post di Sannitica) …nesso tra determinate operazioni e determinate stagionalità (…) nesso probabilmente inerente le giuste frequenze della materia-energia cosmica. Ed ecco che mi sono detta “probabilmente è questo il punto che non è stato finora considerato dalla ricerca scientifica perché ritenuto ininfluente: l’indissolubilità della relazione uomo-ambiente”. Perché ad esempio una semina funziona in un periodo e in un altro no? Risposta: perché c’è un ciclo. Ecco allora che quell’imparare dalle cellule circostanti detto a Segezia potrebbe tradursi con il ‘comunicarsi esperienza’ con le cellule circostanti. Ciò che nel linguaggio sessuale è riproduzione… fattore di crescita… Growth Factor. Si lo so: i miei voli mentali sono celebri fra i miei amici perché fanno le associazioni più assurde. Però (amleticamente parlando)… c’è una logica nella mia follia! Difatti la terapeutica delle Lunazioni segue dei cicli e determinati rimedi sono produttivi di salute in quel periodo, al punto da tratttenerne la virtù: come mai? Un esempio... Il I ciclo che si ripete ogni 365 Lune (lo stesso numero dei giorni in un anno completo). C'è dunque una magia del numero e delle correlazioni matematiche che dovette essere ben nota agli antichi e che la scienza moderna si è ostinata a ignorare... (c'è qualcosa di marcio - diceva sempre Amleto) Ma non durerà. Anche l'oscurantismo deve essere soggetto ai cicli: come tutto. Ecco perché non durerà.

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Postato da mammolaverde
Il 09 Gennaio 2010 alle ore 23:00

Il mito dell'eterna giovinezza, la conquista ed il mantenimento del perfetto stato di benessere e salute, la ricerca delle leggi della rigenerazione e trasmutazione inseguono da sempre il genere umano. Non casualmente... ... ma naturalmente. Nel nostro organismo sono presenti, in particolare nella fase embrionale e nel cordone ombelicale, cellule totipotenti, indifferenziate, indicate come staminali, responsabili della produzione delle varie fisiologiche inee cellulari e molto simili a quelle neoplastiche, che, comunque, possiedono una totipotenza distruttiva, non armonica e non finalizzata. Ogni cellula staminale si riproduce generando due cellule, una che si polarizza, differenziandosi irrversibilmente, e l'altra destinata a rimanere indifferenziate, anch'essa staminale. Con l'accrescimento il serbatoio di cellule staminali si riduce, e nell'adulto rimane ben rappresentato nel midollo osseo e, parzialmente, in altri distretti, come il midollo spinale, la retina, il cervello, specie la regione dell'ippocampo, gli epiteli ed i testicoli. L'odierno approccio scientifico tecnologico, prevalentemente allopatico, sostitutivo dei fisiologici processi dei vari apparati e soppressivo degli innati meccanismi di riparazione e difesa del nostro sistema cellulare, ha oggettivato notevoli limiti nel raggiungimento di un reale ed olistico stato di salute ed aperto la strada ad un ultimo tentativo: la guarigione mediante l'utilizzo delle cellule staminali. Il trapianto di cellule staminali è attulamente uno strumento terapeutico disponibile, per lo più del tipo eterologo, cioè realizzato mediante l'utilizzo di cellule staminali prelevate da donatore diverso dal malato in cura (frequentemente adoperato in ematologia nel trattamentoo delle neoplasie maligne e correlato agli associati problemi di rigetto e terapia anti-rigetto) e talora, soprattutto a livello sperimentale, di tipo autologo, ovvero basato sull'inserimento nei tessuti danneggiati, per esempio in patologie come il morbo di Parkinson, gli esiti dell'infarto del miocardi e le lesioni del midollo spinale, di cellule staminali prelevate dallo stesso malato. Il trapianto delle cellule staminali rappresenta sicuramente un tentativo di bypassare gli ostacoli della scienza medica e di tentare di realizzare l'antico sogno... Ma pone allo stesso tempo nuovi interrogativi ed apre orizzonti su altri percorsi di ricerca, quale la conoscenza dei meccanismi di differenziazione, sdifferenziazione ed indifferenziazione cellulare (interessante anche sul filone della ricerca nel settore dell'oncologia), meccanismi che pare siano localizzati nella membrana delle cellule ed in alcuni organuli cellulari come i mitocondri, esclusivamente ereditati per via matrilineare, veri e propri trasmutatori dell'energia da biochimica in elettrica. L'utilizzo delle cellule staminali suscita anche l'interesse sull'identificazione dei fattori di comunicazione cellulare come il Nerve Growth Factor, scoperto dalla Prof. ssa Rita Levi Montalcini, capace di attivare la neurogenesi ed adoperato, anch'esso per lo più sperimentalmente, in alcune patologie come quelle oculari. L' applicazione delle cellule staminali stimola infine la ricerca sui processi fisiologici, propri del nostro essere, di trasmutazione, rigenerarione e prolungamento dello stato di benessere... ... e di possibilità di trasmutazione la natura ce ne offre molteplici, anche in altri regni: alcune piante sono in grado di trasmutare il calcio in magnesio, particolari ecosistemi applicati nelle tecniche di agricoltura biologica possono rendere fertili anzhe zone desertiche e mediante specifici processi elettrochimici è possibile ottenere in laboratorio metalli pregiati, come l'oro ed il platino, per citare solo alcune potenzialità. Lo stesso Dottor Roberto A. Monti ha ottenuto, mediante processi di trasmutazione, un isomero del Mercurio in grado di smaltire le scorie radioattive.

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Postato da segezia
Il 09 Gennaio 2010 alle ore 18:28

Solleticata da qualcuno che ne riportava l’articolo, mi sono procurata La Stampa (un giornale di Torino) in cui la giornalista Flavia Amabile, il giorno 7 gennaio, così titolava: Il film che l'Italia non vedrà" . E proseguiva dicendo: “La storia di Ipazia, prima martire della scienza, uccisa per ordine di un vescovo cattolico, uscirà dopodomani in Spagna ma in Italia nessuno ha acquistato i diritti Il 26 novembre la pellicola sarà nelle sale israeliane, il 18 dicembre dovrebbe arrivare anche negli Stati Uniti e, probabilmente, a gennaio prossimo in Francia. Accompagnato da polemiche, destinato a far discutere, è il film «Agorà», del regista Alejandro Amenabar, un ritratto di Ipazia, matematica alessandrina, inventrice del planisfero e dell’astrolabio. Ma soprattutto un duro atto d’accusa contro tutti i fondamentalismi religiosi. Hanno acquistato i diritti per farlo arrivare sul grande schermo anche a Taiwan, in Thailandia e in Grecia. In Italia per il momento tutto tace. I produttori l’hanno guardato con attenzione al Festival di Cannes a maggio, quando era stato presentato fuori concorso. Poi una lunga pausa di riflessione. Così lunga e così silenziosa da aver fatto pensare a molti a qualcosa di più di una semplice valutazione dal sapore economico-aziendale. Sulla rete hanno incominciato a circolare voci sempre più insistenti di pressioni per evitare che il film venisse proiettato nelle sale italiane. Ad un certo punto, dalle voci si è passati ad una petizione rivolta ai produttori e distributori del film «per provare a voi e ai media che esiste un gran numero di persone» che invece aspettano di vedere il film. La petizione è passata di sito in sito e di gruppo in gruppo su Facebook. In pochi giorni ha superato le settecento firme aiutata anche dall’uscita in questi giorni di un libro su Ipazia. ' 'Non voglio parlare di censura - aggiunge Jan Klaus Di Blasio, l'autore della petizione - ma deve far riflettere la mancanza di testi sul Neoplatonismo e su Ipazia. Ad esempio, il volume 8 della serie Storia della Filosofia Greca e Romana di Giovanni Reale, Bompiani, l'unico volume non disponibile e dal titolo "Plotino e il Neoplatonismo Pagano". Ha firmato anche Piergiorgio Odifreddi, matematico, saggista, e soprattutto fiero anticlericale. «La figura di Ipazia è esemplare. Era una matematica, donna di grande cultura, la sua fu la prima battaglia tra scienza e fede. La perse, divenne prima martire della scienza per mano di uomini mandati dal vescovo di Alessandria, Cirillo. Sono trascorsi milleseicento anni ma siamo ancora allo stesso punto». Il film, infatti, racconta la storia di Ipazia, (Rachel Weisz, l'attrice inglese Oscar per The Constant Gardener), in una Alessandria d'Egitto del IV secolo d.C., provincia remota di un Impero Romano in disfacimento, dove si scontrano tre gruppi religiosi. Cristiani, ebrei e seguaci del culto pagano di Serapide si massacrano a colpi di pietre e coltelli. A nulla vale la giovane saggezza di questa donna filosofa, matematica, astronoma, che vorrebbe fermarli. Cristiani cattivissimi, giudei sanguinari, pagani studenti di astronomia trasformati in soldati, si rivoltano l'uno contro l'altro mentre i romani stanno a guardare. «Le similitudini tra quei tempi lontani e oggi sono molte», aveva ammesso Amenabar alla presentazione a Cannes. «Questo film non è certo contro una o l'altra delle religioni ma contro ogni eccesso e ogni fondamentalismo».

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Postato da m_rosa
Il 06 Gennaio 2010 alle ore 21:39

Ringrazio e accolgo in me l’augurio di S.P.H.C.I. e con tutto il mio essere cerco di farlo mio, d'altronde Amore genera Amore. Buon 2010 d’Amore a tutti

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Postato da vanessa
Il 06 Gennaio 2010 alle ore 21:31

Ringraziando e confidando nell’Augurio di AMORE della S.P.H.C.I., vi abbraccio con la speranza che per noi tutti, e per l’intera umanità, questo 2010 possa essere un anno di ‘concreto’ e ‘cosciente’ rinnovamento ….. Auguri di cuore!!!!!

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Postato da segezia
Il 06 Gennaio 2010 alle ore 19:10

“Il bene e la verità prima o poi si fanno strada immancabilmente”. A questo pensavo ieri parlando con una signora in difficoltà per mille motivi (permesso di soggiorno non rinnovato, marito-padrone che l’ha scaricata come giocattolo usato, figlia adolescente da accudire e nel contempo la necessità di lavorare, ecc. ecc.). La sorridente signora nondimeno si porta la figlia sul lavoro che ha trovato come cameriera in un ristorante, ha ottenuto la casa popolare e il patrocinio gratuito di un avvocato presentatole da una impiegata di banca quando ha chiuso il (povero) conto corrente e fiduciosamente andrà a frequentare un corso d’inglese del comune per avere più possibilità in futuro... Così, consideravo che la Provvidenza esiste e viene in aiuto come legge matematica a chi si aiuta da sé (aiutati che t’aiuta il cielo dice il proverbio). E non è la prima volta che osservo questo fenomeno. Però, quando ho espresso ad alta voce le mie considerazioni a mio figlio dodicenne, lui mi ha risposto candidamente: “per forza ci deve essere un modello matematico: se c’è chi legge le linee della mano e dà loro un significato significa che il corpo si esprime in modo matematico e che le conseguenze sono matematiche”. Al che, stupita, ho iniziato a fare il punto… E mi sono ricordata che il Maestro Kremmez diceva: “Sulla materia agiscono la materia e l’intelligenza… Il bene e il male hanno la stessa matrice. La Provvidenza, con la saggezza infallibile che sintetizza tute le opere divine, ha stabilito che l’uomo perverso non è un uomo evoluto e che carattere principale dell’evoluzione è la bontà e la carità” (Opera Omnia, Vol. III, p. 538) E ho intravisto la Scienza nell'augurio prezioso della S.P.H.C.I..: "Che ogni (...) con Amore"

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Postato da sannitica2009
Il 06 Gennaio 2010 alle ore 16:56

Davvero interessante il post di catulla, sia per la descrizione dell’intervista al fisico Roberto Monti, sia per le riflessioni e gli interrogativi che si pone. Ho letto l’articolo in questione, ove Monti, che prende sul serio i testi classici dell’alchimia, asserisce che l’etere è un “mezzo” che esiste perchè ha proprietà fisiche misurabili (la permettività elettrica, la permeabilità magnetica e la conducibilità elettrica). Anche io sono rimasta molto colpita, tra le altre cose, dall’asserzione, proveniente dai testi alchemici, che Monti ha sperimentata vera pur non sapendola spiegare, sui diversi effetti stagionali (primaverili, autunnali, ecc.) per certi tipi di esperimenti scientifici o alchemici che siano. Egli infatti sostiene di aver iniziato gli esperimenti, citati da catulla, nell’Aprile 1992, cioè in un tempo propizio. In base a questo presupposto ho pensato subito che nella Schola del Kremmerz vi sia la conoscenza scientifica del nesso tra determinate operazioni e determinate stagionalità (ad esempio rito di ariete o di novembre), nesso probabilmente inerente le giuste frequenze della materia-energia cosmica. Anche le Lunazioni sembrano regolate dalla conoscenza della medesima legge scientifica. Forse le vibrazioni dell’etere mutano a seconda della stagionalità e del moto apparente del sole attraverso la curva zodiacale? E se è così la stessa cosa dovrebbe accadere anche in noi. Forse per questo motivo la parola astronomia ha una radice che significa senza luce, come se gli antichi astronomi coi loro mezzi sapessero “osservare”, se così si può dire, oltre gli astri, oscuri di loro natura, anche una non visibile materia, fonte di energia illimitata che Monti sostiene esserci ovunque nell’universo. In ogni caso le riflessioni sono molte e condivido con catulla quell’amaro in bocca per quanto poco ci dicono e per quanto deve essere difficile agli scienziati di frontiera portare avanti le loro ricerche. Ma, credo, sia sempre stata la “regola”: chiunque ha idee all’avanguardia per il bene dell’umanità, è combattuto da chi non vuole perdere la poltrona su cui siede e dagli interessi dominanti. La storia e l'attualità insegnano! Ma è anche vero che il bene e la verità prima o poi si fanno strada immancabilmente. Grazie a SPHCI per gli auguri migliori che ci poteva fare.

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Postato da gelsomino
Il 05 Gennaio 2010 alle ore 12:53

Desidero ringraziare la S.PH.C.I. per lo splendido augurio che accolgo con tutto l'Amore di cui sono capace, con la speranza che possa essere per me e per chiunque altro voglia accorglierlo allo stesso modo, realizzatore ( come dice Cerere ) di Bene e di Salute.

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Postato da catulla
Il 05 Gennaio 2010 alle ore 12:32

Sull’ultimo numero (30) di “Scienza e Conoscenza” c’è un’intervista al fisico Roberto Monti (per intenderci quello che ha confutato uno dei più famosi esperimenti nella storia della fisica su cui si basò Einstein per definire lo spazio come ‘vuoto’). In tale intervista, Monti fa una serie di affermazioni rivoluzionarie per la scienza ufficiale e ordinarie per la scienza ermetica: 1) l’etere è fonte di energia illimitata – 2) l’universo è pieno di energia che non cogliamo – 3) trovando le giuste frequenze si può raccogliere energia – 4) l’energia raccolta può essere trasformata in carica elettrica. E poi racconta come nella sperimentazione della fusione fredda (in cui negli USA si diede corso pratico ai testi alchemici) si produsse addirittura l’oro… benché a costi che non ne valsero il commercio e che rimandano al suddetto punto 3 per l’individuazione delle frequenze ‘giuste’. Quel che più mi ha colpito, però, è che nell’intervista compaia l’affermazione di Monti: “si potevano ottenere dei risultati terapeutici strabilianti”. Dunque, a giornale chiuso, rimangono una serie di considerazioni. Anzitutto, se si impiegano soldi per la sperimentazione significa che sono in parecchi a non ritenere le antiche teorie come mere antenate della moderna chimica, buone solo per la biblioteca; poi, se si riesce a produrre il più nobile dei metalli ciò dimostra comunque la validità del processo; ancora, se è solo un fatto di ‘giuste’ frequenze allora la sintonizzazione con ritmi ed equilibri naturali diventa ‘oggettivamente’ importante; infine, se si constata che la nobiltà nel metallo è anche nobiltà dell’organismo umano perché non dirigere la ricerca del medesimo processo per consolidarne l’applicazione terapeutica? Riaprendo il giornale e l’intervista, ritrovo un’ultima considerazione di Roberto Monti sugli effetti stagionali legati a certi tipi di esperimenti…: il fisico non se li sa spiegare se non con l’analogia a quanto avviene in agricoltura, per cui si deve cambiare il terreno quando una certa coltura ha esaurito una data componente che vi era presente. Sollevando gli occhi dall’articolo verso lo spazio indistinto, restano il fascino per le mille possibilità inesplorate della Natura, l’amaro in bocca per la povertà di interessi dei governi e un interrogativo. Quando Kremmerz parlava del principio che pre-esiste alla propria manifestazione lo considerava anche riferibile alla coltivazione in etere oltre a quella fatta in terra?

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Postato da segezia
Il 05 Gennaio 2010 alle ore 01:07

Quel che scrive Sciarparossa mi ha riportato, come in un flash, all’esperienza che ho vissuto solo poche settimane fa. Durante una visita oculistica – per me molto importante in quanto propedeutica al rinnovo della patente – al professore di fiducia che mi visitava domandai notizie circa l’impiego delle cosiddette ‘cellule totipotenti’ per chi avesse problemi al nervo ottico. Diventando d’un tratto piuttosto serio (si era nel periodo di poco antecedente allo scandalo sul commercio di staminali avvenuto in Nord Italia, cui la cronaca ha dato ampia voce) il professore mi rispose: “Le staminali vano bene quando si tratta di ricostituire un tessuto come la cornea, ma non si trova il modo di farle riconoscere dal nervo ottico”. Sul momento la risposta mi parve soddisfacente sul piano logico (meno sul piano terapeutico) però, quando mi confrontai gerarchicamente in seno alla Schola riportando il verdetto che avevo appena raccolto...: “Certo” – mi fu detto – “finché si considera la staminale come un oggetto inanimato il ragionamento non fa una grinza. Però, se si pensa alla cellula come a un’entità in grado di imparare dall’esperienza delle cellule circostanti… chissà! Forse si potrebbe anche arrivare a ripristinare la funzionalità di un nervo leso!”. Eccomi dunque al canale percorso dallo stimolo di Sciarparossa. La sua citazione narra infatti di un “rinnovamento creativo” che “coinvolge nel complesso” e di una capacità di “generare un nuovo sé stesso”. Qui sta la chiave: non nella forza di indurre al cambiamento ma nella capacità di esservi indotti. D’un tratto mi è balenata innanzi agli occhi la semplice grandiosità della nuova frontiera umana: non produrre, manipolare, fare fuori, ma ap-prendere, ripolarizzarsi, ri-farsi... Fino a ri-generarsi, creatori consapevoli di noi stessi. E, d’altra parte, è anche sequenzialmente prevedibile che, esaurite in 500 anni le scoperte di superficie, l’intelletto umano sposti il fuoco della propria attenzione verso le scoperte di profondità...

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Postato da sciarparossa
Il 04 Gennaio 2010 alle ore 21:54

Mi aggiungo sia pure in ritardo agli auguri di S.P.H.C.I e degli amici del Blog. Estrapolo quanto appena postato da Sphci nel Suo augurio per l'anno 2010 "e la Taumaturgia diventi il potere di ogni umano..." Leggevo proprio oggi sul Corriere della S. un articolo di Fracesco Alberoni intitolato "Quelle staminali dell'anima che ci aiutano a cambiare" ne riporto un estratto che mi pare interessante per il discorso del nostro blog. "Oggi sappiamo che ciascuno di noi porta in sè le staminali, cellule indifferenziate e totipotenti che possono diventare qualsiasi tessuto e qualsiasi organo. Ma sul piano psichico, mentale, l'uomo ha addirittura la capacità di rivoluzionarsi, di rinascere, quasi di generare un nuovo sè stesso. Le forze che ci consentono questo rinnovamento possono essere considerate le staminali dell'anima. Alcuni ne fanno poco uso, altri è come se rinascessero un'altra volta. Il rinnovamento creativo non è mai solo intellettuale, coinvolge la persona nel suo complesso, è sempre un uragano di emozioni di passioni. Noi possiamo cambiare città, fare un nuovo lavoro senza essere toccati interiormente, rivoluzionati interiormente. Ci adattiamo all'ambiete e possiamo anche fare cose pregevoli. Ma è completamente diverso quando il mutamento viene nel nostro interno. Allora è come se emergesse e prendesse la parola un nuovo noi stesso, uscito dalle staminali dell'anima..." Il concetto espresso da Alberoni mi è subito piaciuto, anche se non dà nessuna indicazione di metodo ho avuto l'impressione di qualcosa di nuovo. Riprendo ora una sensazione di Catulla, e cioè che frammenti di una nuova cosapevolezza emergano quà e là negli ultimi tempi. Direi che il recinto in cui la cultura dominate da secoli, ripeto da secoli, ha costretto la condizione umana comincia a essere stretto almeno a qualcuno. "come una corrente dai mille rivoli" c'è scritto e che convergono tutti nella medesima direzione mi permetto di aggiungere, l'uomo nella sua interità. PS volevo scrivere interiorità mi sono sbagliato ma non correggo interità è meglio. Buona notte e un abbraccio a tutti

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Postato da mammolaverde
Il 03 Gennaio 2010 alle ore 19:59

Alla Delegazione Generale, al Maestro Iah-Hel, a tutta l'S.P.H.C.I. auguri di un felicissimo e luminosissimo "nuovo" anno 2010 e buon lavoro per il ricchissimo programma della manifestazione del 21 marzo prossimo. Che il profumo della Miriam si espanda attraendo sempre più a sè coloro che nel percorso dell'evoluzione sono alla ricerca della verità!

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Postato da federico
Il 02 Gennaio 2010 alle ore 17:00

avendo letto prima il commento di cerere solo dopo quello di a. non avevo collegato..., poco male, cerere..come 'naturale' fosse ha già risposto esaustivamente, ma a me ha fatto venire in mente gli enormi contrasti che mi animavano prima di entrare a far parte della miriam e che mi caratterizzavano, certo il cammino è ancora lungo, ma l'aver già iniziato a dare un nome alle cose (anzi, 'venir aiutato' a dare un nome alle cose)...mattone dopo mattone...porterà più in là e mai da solo, magari senza bisogno di andare molto lontano o non andarvi per nulla. tutto ciò per dire che forse un primo passo lo compie chi inizia a cercare le cose dentro di sè senza necessariamente e comodamente ascriverle a chiunque o qualsicosa fuori di sè, questo non esclude il concorso di altri fattori che potrebbero anche venir chiamati insegnamenti, sebbene non nell'accezione classica del termine..ma il macignio iniziale, quello che se non si frantuma con volontà propria di apprendimento da esseri 'naturalmente' più evoluti di noi,non fa nemmeno 'partire il motore', rimane l'orgoglio vanesio ed illusivo, le cosidette 'logiche' per sostenere quelle che l'aureo maestro chiamava 'le mie ragioni'.

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Postato da catulla
Il 02 Gennaio 2010 alle ore 13:28

Ho da poco finito di leggere l’ultimo libro di Dan Brown. Ho notato che l’autore (capace di vendere milioni di copie) ha la preparazione del professore universitario e una certa predisposizione mentale alle correlazioni: il che trovo grandemente apprezzabile di là dal thriller e dalle etichette sotto cui ci si vuole inserire (ex. massoneria). In particolare mi è piaciuta la comparazione tra i libri sacri dell’antichità e la fisica d’avanguardia, con allusioni alle sperimentazioni del pensiero sui cristalli di acqua, l’idea che il pensiero a distanza possa guarire e via dicendo… Questi temi sono stati trattati (evidentemente) ben prima di Dan Brown dal dottor Kremmerz e dalla tradizione che questi rappresenta: ma è piacevole vedere che un nuovo modo di pensare sta comunque iniziando a lambire i vari angoli del pianeta come corrente dai mille rivoli che rivitalizza l’antico sapere in una moderna consapevolezza: certo, tutta da venire...

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Postato da cerere6000
Il 02 Gennaio 2010 alle ore 13:05

Il Maestro Kremmerz statuì che gli appartenenti alla Sua Schola si uniformassero alle leggi e alle usanze dello Stato in cui vivono, e ciò non per convenzione né per atteggiamento ipocrita o funzionale a interessi di vario tipo, bensì per coerenza con gli scopi umanitari e la finalità di bene e di salute da realizzare non egoisticamente per sé stessi, ma in pro di tutta la famiglia umana. Pertanto, qualsiasi augurio manifestato da un esponente ortodosso della Fratellanza di Miriam scaturisce dalla “condivisione” e non dalla “convenzione”. Pur uniformandosi alle espressioni più comprensibili e recepibili da tutti, l’augurio formulato in tempi propizi al suo accoglimento, differisce da ogni altro per la “sostanza” che lo caratterizza e che è, a tutti gli effetti, proporzionale alla coscienza e all’intenzionalità di chi lo esprime: così, ad esempio, l’idea più elevata di bene e di salute concepita da chi a questi valori assoluti si è voluto liberamente consacrare, sebbene espressa attraverso parole augurali banali o convenzionali, può divenire, se ben accolta, creativa, realizzativa, o quanto meno incentiva, di quegli stessi valori. Perciò, rinnovo e porgo i mie AUGURI di Buon Anno a TUTTI… ma facendoli seguire dalla frase latina “Tribuat tibi secundum cor tuum”… per lasciare così a ciascuno la libera scelta di connotarli, accettarli o respingerli secondo il proprio cuore e intendimento.

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Postato da Nemopropheta
Il 02 Gennaio 2010 alle ore 12:10

Fraterni ed affettuosi Auguri per un Nuovo Anno Solare di Luce, salute e conoscenza!

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Postato da segezia
Il 02 Gennaio 2010 alle ore 00:00

Diceva una canzone che a me piacque molto: “io non so parlar d’Amore, l’emozione non ha voce…”. E difatti mi sento veramente ‘infante’ su questa strada: dove l’Amore è l’auspicio e non la base di partenza; dove il pensiero mio sa viaggiare solo a due dimensioni avanti e indietro senza possibilità di variare l’intensità che dà spessore; dove ho imparato a malapena a reggere il timone (e ogni tanto vado ancora a picco) per l’esperienza di emozioni che si ripetono; dove però CHI è più avanti non ha mai rifiutato l’aiuto a rimettermi in piedi né calpestato la dignità di navigante; dove la bellezza e la forza di un percorso secondo Natura rinnovano l’ardore e l’ardimento a proseguire; dove intimamente si comprende che in mare si è tutti fratelli e che l’aiuto ricevuto e l’aiuto dato sono l’aiuto all’Uomo in mare e non all’individuo; dove si accetta l’idea che non si possano soccorrere i malati che non fanno domanda di guarire perché ognuno deve attivarsi e specie chi è naufrago lo deve segnalare. Dove si impara che la parola non è quella che si scrive o si pronuncia per comunicare… ma quella che riesce a restituirti alla Bellezza, alla Giustizia, alla Verità e ti rende emanazione del Bene e della Salute: che tutti conosciamo, in pochi riescono a rimembrare e pochissimi a volere. Per ora… Ma per parafrasare un’altra canzone (mi sento musicale in questo inizio anno) so che: “Si può fare di più, senza essere eroi”. Grazie S.P.H.C.I.

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Articoli

Dal Quotidiano L’Opinione – Roma, 16 Aprile 2010
Dal Quotidiano L’Opinione – Roma, 16 Aprile 2010

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NTERESSANTE SPACCATO GRAFOLOGICO SU GIULIANO KREMMERZ
"Il Roma" di Napoli del 9 aprile 2010

INTERESSA..
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COMUNICATO STAMPA
COMUNICATO STAMPA - E Polis di Bari del 2 aprile 2010
..
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Segnalazioni
e recensioni


GIULIANO KREMMERZ

I dialoghi sull’Ermetismo
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L’approdo nel Nuovo Millennio
Da: S.P.H.C.I. Giuliano Kremmerz – La via della Rosa - Editr..
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Le Lunazioni I II III ciclo dalla Medicina Sacerdotale e
Da: S.P.H.C.I. Giuliano Kremmerz – La via della Rosa - Editr..
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ULTIMI COMMENTI

Postato da: sannitica2009 il 08.09.2010 alle 10:36
Già da qualche giorno sto sperimentando il Ledum palu
...

Postato da: segezia il 07.09.2010 alle 00:53
Č bella l’idea di riprendere i lavori alla Luce dell’augurio
...

Postato da: gelsomino il 05.09.2010 alle 14:15
Un saluto a tutti , felice di ritrovarvi numerosi dopo la pa
...

Postato da: catulla il 05.09.2010 alle 12:49
Che anche il sale fosse alterato, in effetti, lo dimostra la
...

Postato da: vanessa il 04.09.2010 alle 20:44
Innanzi tutto grazie alla Direzione della Schola per gli aug
...

Postato da: mandragola116 il 03.09.2010 alle 21:43
Molto utili le osservazioni e leprecisazioni di sciarparossa
...

Postato da: sannitica2009 il 03.09.2010 alle 15:05
Apprezzo molto e ringrazio la Direzione per la pubblicazione
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Postato da: sciarparossa il 02.09.2010 alle 22:50
Buona sera a tutti, ho appena ricevuto le lunazioni di sette
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Postato da: sannitica2009 il 02.09.2010 alle 18:06
Concordo con gelsomino e segezia . Ma mi ha anche fatto rifl
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Postato da: segezia il 01.09.2010 alle 17:06
Yes, we can. Così Obama vinse le elezioni U.S.A. Ma p
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Postato da: gelsomino il 31.08.2010 alle 19:52
Ho letto nella Parola al Taumaturgo la II parte della Cura c
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Postato da: catulla il 30.08.2010 alle 23:54
Siamo ancora nella bianca Luna di Zyp che nel secondo ciclo
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