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20 Gennaio 2010 Segnalazione di un articolo sulla stampa
Segnaliamo un articolo apparso sul quotidiano "Il Roma" di ieri a pag. 12 in Costume & Società, intitolato: Uno statuto centenario con lo sguardo al futuro.
| Commenti (16)
Oggi la radio e la TV, manifesti e cartelloni, parlano di valentino e valentini e della festa degli innamorati. In altra connotazione, ad un auspicio di Amore, la Direzione della Schola ha dedicato questo 2010. Certo, sembrano diversi i lustrini del bacio di cioccolato e le vette altissime di un ‘Eros psichico che apre la rosa dell’anima verso le regioni dell’infinito’ (come disse Kremmerz) ma ciò che muove è sempre la forza più rivoluzionaria che l’uomo conosca, quella che spinge a gesti straordinari e apre prospettive impensate. E probabilmente, se fosse celebrata con un filo di curiosità in più, questa festa avrebbe cultori non solo nelle pasticcerie ma anche in mezzo agli scienziati, inabili a darsi ragione dei meccanismi che scatenano il benessere e propiziano la vita.
Buongiorno a tutto il blog.
Cari amici buona sera. "la massa critica di un diverso sentire" scrive Catulla, è un concetto bello e anche molto attuale. Gelsomino nutre invece sfiducia nelle istituzioni che producono solo chiacchere e nienti fatti e questo lo trovo più che giustificato. In effetti le lobbies che governano l'economia dopo aver impoverito mezzo mondo a parole sembrano aver cambiato metodo, nei fatti si investono ingenti capitali nella costruzione di assurdi grattacieli di ottocento metri o altre faraoniche e inutili opere, mentre per esempio la produzione di energia da fonti rinnovabili che pure necessita di grandi investimenti di denaro stenta a trovare finanziamenti, eppure in questo momento di disoccupazione diffusa sarebbe una irripetibile fonte di sviluppo, ma faccio osservare che il sole e il vento sono gratuiti mentre dei combustibili fossili e anche nucleari ci si può fare commercio e magari anche speculazione, lascio agli amici del blog trarre le conclusioni. Per quanto riguarda la "massa critica" noto che se dal "potere" non e pensabile che possano derivare dalla svolte nella società, dalla somma del sentire di molte persone questo è più probabile. Per fare un esempio, nonnostante feroci campagne di disinformazione, milioni di persone hanno continuato a curarsi con l'omeopatia e rimedi fitoterapici, per cui il ministero della sanità non ha osato fare quanto probabilmente le potenti lobbies farmaceutiche avevano suggerito. Ora sono lieto che anche noi possiamo contribuire alla" massa critica di un diverso sentire" Con affetto una buona notte
Ho letto con piacere il post di Catulla perchè mi ha anche rinfrancato dalle mie considerazioni un pò pessimistiche. In effetti quello che dice è tutto vero, compreso il fatto che più che altro si parla piuttosto che agire.Il vero grande freno ad un reale cambiamento di rotta lo individuo negli interessi economici delle grandi multinazionali. Sono ovvi gli svantaggi che deriverebbero ,per loro, da un modello economico realmente eco-compatibile basato su di un rispettoso e consapevole utilizzo delle risorse naturali e sulla loro equa distribuzione .Quindi nella logica spietata di questo modello economico è normale che il sistema usi tutte le possibili strategie per sopravvivere il più a lungo possibile ,anche a prezzo della salute dell' umanità.
Ho letto gli ultimi post fra cui quello di Gelsomino che mi trova dissenziente circa l’affermazione che “concetti come quelli di Grande Madre, di una Natura intelligente con la quale ogni essere, per vivere in equilibrio, dovrebbe porsi in sintonia” restino “confinati al campo della fantasia o delle scienze di frontiera”.
Ho visto il film Avatar, di cui si fa un gran parlare , e riflettevo che concetti come quelli di Grande Madre , di una Natura intelligente con la quale ogni essere ,per vivere in equilibrio, dovrebbe porsi in sintonia, al giono d'oggi sono ripetuti sempre più frequentemente ed in ambiti i più disparati, spaziando da quello scientifico a quello artististico.Di contro un loro affermarsi nella vita quotidiana della società umana è lungi dal realizzarsi, e tutto questo anelito ad un modo di vivere diverso ( sognato da chissà quanti miliardi di esseri umani ) resta confinato nel campo della fantasia o nelle ipotesi più azzardate delle scienze di frontiera.
Davvero intrigante il post di vanessa; i meccanismi della natura quasi un racconto fantascientifico di mondi alieni. Sicuramente in biologia genetica l’indagine sulla procreazione è fondamentale. Ma credo non è stata detta ancora l’ultima parola, come qualcuno riferiva sul blog tempo fa. Ancor oggi i mitologi per spiegare quello che si crede passaggio dal matriarcato al patriarcato ipotizzano che agli inizi, non conoscendo la fisiologia si "credeva ingenuamente" che facesse tutto la donna, ma poi, capita la funzione maschile, ecco che se ne determinò la supremazia. Ipotesi, credo oggi, un po’ superata da tante scoperte. Ad esempio la conoscenza dei tempi preistorici cambia: “nella piana di Hula in Israele sono emerse testimonianze, risalenti all’Acheulano (facies del Paleolitico Inferire – circa 750.000 anni fa), di spazi abitati, di attività e di utensili che fin’oggi erano ritenuti propri di gruppi vissuti in tempi molto posteriori. Ricostruito dagli archeologi un modello di gestione dello spazio con aree specializzate, il risultato li ha indotti ad ammettere che la capacità di formalizzare concettualmente lo spazio abitato, l’adozione di un assetto sociale non graduale e l’uso di sistemi di comunicazione fra i diversi membri del gruppo, erano stati, fin’ora, erroneamente attribuiti solo all’uomo moderno”. Ho portato questo esempio per dire che forse la conoscenza della procreazione era già nota sin dall’inizio e, per qualche ragione, oltre quella scientifica odierna che parla dei danni che la mancanza di fusione di due corredi ereditari diversi provocherebbe, dalla partenogenesi della donna si passò alla ben nota procreazione. A supporto vi sono le recenti scoperte sulla struttura del DNA in relazione alla nostra origine evolutiva, già rammentate sul blog, che hanno dimostrato che il DNA femminile o mitocondriale (cromosoma X) risale ad oltre 143.OOO anni fa mentre quello maschile (cromosoma Y) è comparso solo 59.OOO anni fa. Ne dovrebbe conseguire che la più antica e, per lungo tempo, unica forma di riproduzione sulla terra è stata quella partenogenetica. Ma di che cosa è frutto il cromosoma Y? A questo proposito ho trovato su internet un libro del 2003 di Marianne Wex, l’unico a quanto dicono sulla partenogenesi umana,
”Partenogenesi oggi - La forza primordiale della donna di concepire da sè, senza partecipazione di un secondo sesso” in cui l’autrice, nel riportare casi e testimonianze di partenogenesi tra le donne, sostiene che il mondo scientifico, pur non avendo difficoltà a riconoscere la grande diffusione del fenomeno nelle piante, e negli animali cosiddetti inferiori, se deve applicare la partenogenesi ai mammiferi e alle donne ”incontra un grosso tabù”. Cari saluti a tutti.
Giorni fa ero a casa di mia madre e “passando” davanti alla televisione, lei ascoltava una trasmissione a quiz pomeridiana, sono stata incuriosita da una “notizia” sulla chiocciola e sulla sua funzione di procreazione, e si diceva che il suo organo sessuale veniva denominato ‘dardo dell’amore’ in quanto, aculeo che veniva ‘lanciato’ sul partner prescelto, poteva essere paragonato alla “freccia di Cupido”. . . in effetti, pur se non proprio ‘lanciato’, pare che le lumache, che sono degli invertebrati ermafroditi anche se, pur possedendo sia l’organo maschile che femminile, non possono generare per autoinseminazione, si accoppiano in un ‘corpo a corpo’ senza distinzione di sesso, ognuna delle due estrae un aculeo calcareo che impianta nel corpo dell’altro e ovviamente in questa lotta diventa ‘padre’ chi riesce a inseminare per primo l’altro individuo. Ma vi è ancora un’altra curiosità che è quella che l’organo maschile è molto lungo, in alcune specie arriva ad essere ben sette volte la lunghezza del proprio corpo, e quindi quando infine l’inseminazione di una delle due chiocciole è avvenuta bisogna allontanarsi e, così avvinghiate come sono, il solo modo per liberarsi e poter andare via è quello di mordere alla base l’organo, staccandolo, e da quel momento in poi la lumaca più “temeraria” o forse la meno “sveglia”(?) si comporterà solo da femmina.
Sono contento che m_rosa e Segezia abbiamo ricordato i Seminari di Montemonaco, dandomi così l' occasione di ringraziare anch'io la S.P.H.C.I. per quanto ci ha dato modo di vivere e sperimentare in quei luoghi. Anch'io , come Segezia sul momento ho capito ben poco di quanto ci veniva trasmesso con grande generosità e vero spirito di fratellanza ( considerato che i Seminari erano aperti a tutti, iscritti e non ). Ma mi consola la certezza che quei semi sono nel mio ,come nel cuore di chiunque abbia partecipato, per cui , la grande fortuna è esserci stati.
Ricordo anch’io quel seminario… e ricordo anche che non avevo in realtà capito niente di quello che stavo vivendo. Cercavo nei simboli di cui si parlava l’idea di un animale ‘totem’ e mi sforzavo di intuire il nesso con la tradizione della nostra Schola… Mai una volta, in quei giorni in cui pure stavo bene di quel bene appagante di cui parla M-rosa, mai una volta dicevo che mi sia venuto in mente che l’animale era già lì, bello e pronto, e che era tranquillamente osservabile nello scodinzolante bisogno di prendere la parola, nella ronronante gioia di stare con il gruppo, nel ringhio sommesso quando si sentiva escluso. Eppure c’era e non era né lupo né colomba, né cavallo né tigre e, forse, neppure del tutto oca: ero semplicemente io.
Anch’io ho letto con molto interesse l’ultima “Parola al Maestro” e mentre ero li che riflettevo, al di la delle considerazioni razionali, mi è tornato alla mente un flashback di qualche anno fa, quando partecipai a un seminario organizzato dalla S.P.H.C.I., a Montemonaco presso il Centro Elissa, In quell’occasione, lo spiego per chi non avesse partecipato, si era affrontato, sempre usando il metodo ermetico,, ovvero un approccio a tutto campo, comprese dunque le sperimentazioni pratiche, proprio il discorso sull’energia animale. Si era riusciti, in quei pochi giorni, sicuramente perché sapientemente guidati, a stabilire o più correttamente, forse, a ristabilire, quel legame tra la nostra Natura e la “ Natura madre, il grande universo della natura cosmica”. E’ vero che poi tornando al tran tran quotidiano, facilmente il contatto si perde, però basta poco, una parola, una frase, un profumo, un colore, un sapore anche, che tutto ritorna e quel senso di pienezza, di star bene, di equilibrio, dove tutto è nel posto giusto, torna. Non smetterò mai di essere grata alla nostra Schola per tutto ciò che nel tempo ci ha donato, per solo amore del Bene.
La continuazione di “Pensiero e sensazioni nella filosofia ermetica di Giuliano Kremmerz” è stata una lettura molto istruttiva per quanto complessa. E’ incredibile la modernità con cui Kremmerz tratta gli elementi fondamentali della filosofia ermetica e per lo meno a livello concettuale si ha un quadro più chiaro. Capisco pure che solo la pratica che sottostà a questi concetti può essere realizzativa, ma avere una intelligenza migliore del percorso evolutivo, grazie proprio alla chiarezza espositiva, aiuta ad acquisire una motivazione per così dire più “scientifica”. Rileggendo il “Credo” del Kremmerz mi spiego più concretamente il significato di “Io credo nell’Intelligenza arcana che dà all’essere la coscienza del vero” e a quanto lavorio sia sottoposta una acquisizione del genere. Mi ha anche fatto riflettere il fatto che “la psiche obbedisce alla educazione che le si imprime profondamente” e penso ai disastri che possono fare genitori e insegnanti “incompetenti”. E’ significativo vedere come alcuni figli si modellino alle idee dei loro genitori o dell’opinione corrente, e come altri invece siano del tutto ribelli. Ricordo di essere stata sempre ribelle da bambina e, col passare del tempo, io stessa non capivo cosa volessi veramente e a cosa istintivamente mi ribellassi. Certo non è facile intuire da parte dei genitori il limite tra lasciare libertà all’essere che viene al mondo e l’educazione necessaria. Credo però che la tensione profonda (e non per moda, per irresponsabilità ed egoismo) alla libertà di se stessi sia molto importante, come è importante capire che può essere solo il frutto di un lavoro sapienzialmente diretto e regolato da chi ne ha le chiavi tradizionali. Voglio dire che mi pare capire che la pratica della tradizione ermetica della SPHCI, concilia i due aspetti conducendo, attraverso regole e metodologie, alla libertà psichica. Sembra una contraddizione in termini ma in effetti non è così, perché oggi per me la vera libertà, quella mentale, coincide con uno slancio d’amore profondo verso l’unità.
anch'io, dopo aver letto il libro di Dan Brown, sono andata a cercare informazioni in internet sulla noetica, ed ho trovato un sito che all'inizio mi ha incuriosito perchè propone di utilizzare le forze del pensiero per guarire, o almeno migliorare, la situazione degli ammalati, poi però si scopre che per poter accedere agli aiuti occorre iscriversi e per iscriversi occorre pagare.
Gli elementi chiave del metodo scientifico sono l'osservazione sperimentale di un evento, la formulazione di un'ipotesi causale e la possibilità di controllo dell'ipotesi mediante osservazioni successive. Tutto ciò rende la noetica (sostenitrice dell’esistenza di una consapevolezza universale capace di cambiare non solo la percezione ma la struttura della materia) una pseudo-scienza. Almeno per il momento. Ciò che trovo interessante e degno di nota nella teoria della morfogenetica di Sheldrake è il postulato per cui il pensiero (conscio ed inconscio) che lavori all'unisono in un gruppo di esseri umani possa arrivare a creare una risonanza morfica capace di generare il cambiamento di percezione e addirittura di realtà (materiale). Si tratta, tuttavia, di un postulato, cioè della fase due del metodo scientifico che, in quanto transitoria verso la fase tre (controllo mediante osservazione) evidenzia come la noetica sia per il momento una scienza ‘pseudo’: non nel senso etimologico greco di ‘inganno’ ma in quello corrente di ‘ancora da dimostrare’. Credo quindi rischioso associare la scienza ermetica al termine ‘noetica’ in quanto la scienza (questa si) ermetica vanta una tradizione plurimillenaria che dà ai suoi praticanti la coscienza della certezza dell’azione.
Si ha certezza che una nuova vita si va costituendo nell’utero della madre perché il battito di un cuore, come un nocciolo magnetico, si autoalimenta fino al raggiungimento della forma che gli consentirà di essere autonomo nella generazione e rigenerazione. Anche una rete vivente può essere vista così: attiva grazie a un centro pulsante che si autoalimenta, mentre integra costantemente al proprio principio quegli elementi che possono contribuire al raggiungimento della forma che pienamente lo manifesterà.
Grazie a SPHCI per l’inserimento dell’articolo apparso sul Roma che, diversamente, sarebbe stato difficile procurarsi e che diffonde l'idea supremamente umanitaria del Kremmerz e della sua scuola. Vorrei fare una considerazione che, apparentemente, non riguarda l’articolo. Mi colpisce molto come nel corso del tempo, anche in quello della nostra vita e quindi verificabile, le parole o interi concetti cambino il loro significato originario, snaturandosi, per assumere altri contenuti, che si rispecchiano nella ordinaria comprensione. Da dove parte questo processo non è facile capire, ma sicuramente il cambiamento di significato è strumentale all’impiego pratico o all’applicazione della tale parola nel contesto sociale in cui si vive. Basta vedere quanti significati ha la parola istinto a seconda della specializzazione che si ha. Questo fenomeno, che credo ci sia sempre stato, porta, per me, ad una confusione babelica dove pare che si parli la stessa lingua, ma ognuno intende sotterraneamente o visibilmente tutt’altro. Questo è anche uno dei tanti motivi per cui apprezzo enormemente l’insegnamento – se così si può dire - del Kremmerz che suggerisce di indagare sempre sull’etimologia delle parole e di riflettervi, e che dà una finalità terapeutica, esclusivamente disinteressata, come applicazione di ciò che si può acquisire nella sua scuola. Casualmente ho letto che oggi esiste una scienza o pseudo tale, la noetica, utilizzata anche da Dan Brown nel romanzo “Il simbolo perduto”, che indaga la capacità della mente umana di influire direttamente sul mondo fisico. Guardando i siti di più di un’associazione che propone corsi di noetica vedo che la presa di coscienza di tale possibilità è finalizzata anche al business. Dicono che il benessere delle persone che lavorano nelle aziende porta incremento economico, oppure che la noetica serve alla migliore espressione della creatività nelle varie professioni. Dicono che l’equilibrio psicofisico è fondamentale - quindi per noetica bisogna intendere l’attività mentale consapevole fatta anche di fisicità sensoriale- per la propria crescita, ma subito dopo aggiungono per avere successo. Senza voler giudicare perché ne ho una conoscenza superficiale, penso che solo in una finalità disinteressata vi è la possibilità di crescere veramente. Diversamente il successo potrebbe intendersi anche come sopraffazione altrui. Resto sempre più convinta che la purità degli intenti è fondamentale e, devo dire, che non l'ho mai trovata veramente coerente se non in ciò che ho appreso della SPHCI
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